A leggere Agamban e Cacciari sembrerebbe che il governo intenda predisporre una specie di passaporto interno, il cosiddetto “green pass” volto a discriminare, volontariamente o meno, una parte della popolazione italiana. Si usa il termine dispotismo e si ricorda l’Unione sovietica e la Cina. La Cina ha pure praticato e teorizzato il lock down dove discriminata era tutta la popolazione e nei suoi diritti fondamentali e senza passaporto alcuno. Misure di questo genere che in occidente furono assunte dall’occupazione nazifascista del 1943 e replicate dalla legione straniera ad Algeri nel 1956, non hanno sollevato a memoria obiezioni da parte di Agamban e poco più di un borbottio di protesta da parte di Cacciari. Per carità, la loro reticenza si capisce, una minaccia insidiosa come un virus richiede misure eccezionali per stroncarla. Resta poi da valutare se le misure adottate furono efficaci, perché nonostante il lock down, ed il coprifuoco il virus ha continuato a circolare fino a mietere in Italia, in altri paesi molto meno per la verità, 900 morti al giorno. Da quando i vaccini hanno avuto un incremento di diffusione per lo meno i morti sono ridotti a qualche decina, prevalentemente, come i nuovi casi di infezione riguardano principalmente i non vaccinati. Per cui se si tratta di misure discriminanti, si presume siano volte comunque entrambe alla salvaguardia sanitaria e non a ridurre in catene gli italiani. Per lo meno i vaccini appaiono di una qualche efficacia, il lock down ed il coprifuoco no. Non vorremmo che condannando i vaccini si riproponga il coprifuoco ed il lock down, in quanto appunto l’emergenza non è ancora superata. Agamban e Cacciari sono studiosi di filosofia che come si sa ancora fino alla metà dell’800 era considerata la scienza per eccellenza. Questa scienza era arrivava persino a dedurre il reale dal puro concetto, indipendentemente dall’esperienza, che veniva considerata un limite esterno e quindi inaccettabile. Così si concluse una lunga stagione filosofica. Convinta com’era che il reale fosse tutto nel pensiero, oppure nel mito, essa non ebbe più niente da dire e si ridusse a morale, a psicologia, o sociologia. Le volgari scienze empiriche, in particolare la medicina, sono invece continuate a progredire proprio con la sperimentazione. Non hanno nessun altro modo per avanzare se non quello di procedere con dei tentativi. Triste per chi presume la perfezione, ma tant’è. I governi di oggi possono scegliere, o si affidano alla scienza e quindi alla sperimentazione, oppure possono bearsi della completezza indissolubile del concetto. Al che, non sappiamo se Cacciari e Agamban se ne siano accorti, tanto vale confidare nella religione. Assume del resto un sapore vagamente religioso accusare un governo per le intenzioni, in quanto per la verità il cosiddetto green pass è stato solo annunciato, ancora non esiste un decreto, per cui al limite si può polemizzare con il regno di Danimarca che l’ha già adottato. Resterebbe comunque poi sempre da capire in cosa consista la discriminazione dal momento che quello che non si potrebbe ottenere con il green pass, si potrebbe ottenere con un tampone che attesta di non essere positivi al covid. E non vogliamo nemmeno mettere in questione il fatto che potendo tutti farsi il green pass, non c’è nessuna discriminazione, discriminazione sarebbe proibire a qualcuno di vaccinarsi. E qui siamo al punto, non è che per caso i nostri filosofi sono in fondo della stessa idea di Kierkergaard per la quale l’umanità non può essere altrimenti che gravemente malata? Perché in tale caso l’unica cura possibile, non è il vaccino, non è il lock down, non è il plasma, è la morte. La morte non ha malattie, supera ogni difetto e discriminazione e finalmente ricongiunge ognuno di noi al proprio Dio e tanti saluti.