Con eccezionale tempismo Giuseppe Conte pensava di vibrare la sua coltellata a Draghi mentre il New York Times pubblicava un lungo articolo di elogi verso il presidente del Consiglio italiano. Draghi veniva descritto dal quotidiano statunitense come il “titano”, che una volta messo al sicuro l’euro e l’Europa da banchiere centrale, era intento a riparare i guasti della giustizia italiana. Negli Usa c’è una certa attenzione al nostro sistema giudiziario, non perché pensano a riformare il proprio sulla base di qualche modello europeo, ma semplicemente perché sono interessati agli investimenti in un paese che non offre sufficienti garanzie. Se mai Conte fosse riuscito nel suo intento di far capottare Draghi sulla giustizia, non osiamo pensare come avrebbero pubblicato la notizia al New York Times. Del resto cosa volete che si preoccupi dell’America uno come Conte, lui è il genio del bilaterale con la Cina. Questa sua formidabile impresa di statista, Conte ha siglato un bilaterale con un paese di un miliardo di persone venti volte più esteso dell’Italia, ancora non ha la sufficiente considerazione per quello che ha significato. Magari un giorno saremo in grado di valutarla tutti davvero per i benefici che ha comportato. Nel frattempo Conte è annegato nella semplice geopolitica italiana.
Siamo convinti infatti che non c’è stato nessun retroscena burrascoso con il ministro Di Maio, la stampa nazionale inventa. Capita l’antifona Conte ha fatto come suo solito un po’ di scena per le telecamere e subito si è calato le braghe. Escludiamo nel modo più assoluto che pensasse davvero ad un qualche esito catastrofico per il governo, semmai c’è da chiedersi se qualcuno nel Pd lo abbia preso sul serio. Conte sarà pure il leader in pectore del movimento 5 stelle, ma grazie al buon Dio, Di Maio è il leader di fatto e ha dimostrato di avere la testa sul collo. Tanto che si comprende la suprema indifferenza di Draghi verso tutto questo improvviso brusio, persino i ministri cinque stelle convocati da Conte a ridosso del Consiglio dei ministri. Quello si crede di essere ancora il capo del Governo. Ma la forza del suo morso è pari a quella di un pidocchio su una corazza di titanio.