L’abito può fare il monaco. Un prete che parla bene e razzola male ha comunque un’autorità, quella dell’abito, che fa sì che chi lo ascolta dia un certo peso alle sue parole. Un delinquente abituale che dice banalità sul pulpito, estrinseche al suo fare e al suo pensare, può comunque ispirare pensieri e azioni positive. Anche Slavoj Žižek si è soffermato spesso su questo paradosso. Quando io parlo, cioè quando ho la percezione di essere il soggetto della mia narrazione, l’agente del discorso, sento quello che Lacan chiama il ‘grande Altro’ parlare attraverso di me. Il grande Altro è assimilabile, in questo contesto, al Geist hegeliano: è la ‘struttura che definisce l’uomo in quanto animale culturale’. Io in realtà sono parlato, perché ogni mio atto linguistico è interamente regolato dallo Spirito nazionale in cui abito. Non c’è nessuna opposizione tra ‘io parlo’ e ‘il Grande Altro parla attraverso di me’. Da questo punto di vista anche la sciocchezza è eternamente salva. Perché fa parte di un tessuto di detto, o di non ancora detto o di possibile. Perché non è sul piano del discorso, cioè sul piano della storia, sul piano dell’empiria, sul piano della tecnica, che troviamo la Verità.

«Anche Freud sottolinea come nei sogni l’inconscio possa solo citare: i sogni sono come un pappagallo, costituiscono la prosopopea suprema poiché non fanno che ripetere i frammenti di discorso, i residui del giorno, mentre allo stesso tempo, li sottopongono a un’opera spietata di taglio e riorganizzazione per fare spazio al loro messaggio». Non c’è uno Spirito che nascosto da qualche parte tira le fila per garantire un lieto fine, l’uomo ha davanti a sé il campo libero per esprimere tutto il suo potenziale. Tanto per che due anni almeno (dal Rapport du congrès de Rome) Lacan userà Hegel, cioè darà alla Psicoanalisi il ruolo di guidare verso il Sapere Assoluto, la piena rivelazione dell’Essere. Lo si potrà fare tramite il linguaggio, tramite la narrazione di sé, perché si è sempre e comunque il proprio raccontare, e se racconto il mio tempo è il mio tempo che si racconta tramite me.