La tesi del complotto dilagò in Francia causa gli scrupoli dei signori Barnave e del marchese di Lafayette. Invece di dire all’assemblea legislativa che il re era fuggito perchè un traditore, dissero semplicemente che era stato rapito. “Un complotto” voleva privare alla Francia il suo legittimo governo. Nel momento inevitabile in cui Barnave e Lafayette vennero smascherati, la tesi del complotto non ebbe più argine, erano gli stessi addetti alla salvaguardia del re a complottare. Tempo un anno, il comitato di salute pubblica venne assediato da denunce di tutti i generi. Resta il fatto che per quanto ingigantiti a dismisura la Francia complottava eccome o per restaurare la corona, o vendersi al nemico. Figuratevi quindi se nella storia successiva non vi sarebbe stato chi avrebbe riproposto una tesi che ebbe tanto successo. Hitler si inventò il complotto giudaico e tutta la Germania finì per convincersene. La denuncia del complotto conta sempre di lusingare l’intelligenza, che si spinge a superare gli aspetti puramente apparenti della realtà per coglierne le radici profonde. Più ancora si lusinga il sentimento di diffidenza verso i propri simili, che genericamente è più forte della capacità di ragionare. Quanto alla tesi del complotto della case farmaceutiche precede di gran lunga il covid e a torto o ragione, prospera nella narrativa e nel cinema dal secolo scorso. Se qualcuno si è messo in testa che quello che stiamo vivendo è semplicemente un’operazione su larga scala che coinvolge i grandi magnati della finanza, i governi, le autorità sanitarie e persino Fauci, tutto per far vendere i vaccini e arricchirsi, è inutile rivolgergli delle obiezioni. Una simile ipotesi continuerà ad essere alimentata e indipendentemente dall’assenza di qualsiasi riscontro attendibile, ad essere creduta, la tesi del complotto si alimenta solo con quella del sospetto. Il punto che ci interessa invece è che a maggior ragione, vaccinarsi sarebbe indispensabile, perché se gli stessi che hanno creato il vaccino, hanno pure diffuso il virus, saranno pure condannabili moralmente e legalmente, ma la cura è certa!
Quello che invece possiamo smettere di fare, anche per allentare la tensione morbosa creata su un fenomeno che quale sia la sua origine, comunque con i vaccini riusciamo a controllare, è di diffondere i bollettini dei contagi. E quanto ha chiesto in un’intervista a “il Corriere della sera” anche il professor Zangrillo. Gli unici numeri di una qualche utilità sono quelli sui ricoveri e le terapie intensive. Mettersi a contare i contagi con i vaccini è come contare chi ha l’influenza. Zangrillo, che è uno scienziato autentico, sostiene tale tesi per rispetto verso chi in questi anni soffre di patologie peggiori del covid e con minori possibilità di salvarsi. Noi l’abbiamo sostenuta da quando ci siamo accorti che i dati non erano corrispondenti necessariamente al giorno stesso e per la ragione che il terrorismo mediatico è proporzionale al complottismo. La maggior parte della popolazione rimane paralizzata nella paura quando una piccola parte si convince sempre di più che sia in atto un complotto. Sarebbe il caso di superare entrambe le fazioni cominciando con elaborare i dati in funzione di un bollettino settimanale che avrebbe maggiore attendibilità oltretutto.