Kabul è caduta nel momento nel quale il governo Afghano, si fa per dire, ha offerto ai talebani la condivisione del potere. Fortuna che i talebani sono noti per il loro senso dell’umorismo. Come abbiamo scritto due settimane fa, una volta compiuto il ritiro occidentale, i talebani si sarebbero ripreso l’intero territorio senza particolari difficoltà perché le enclave che li hanno combattuti in passato sono già state decimate e quelle sopravvissute erano troppo deboli per contrapporvisi. Non sapremmo dire se vi sarà un nuovo bagno di sangue epuratore, vi sono personalità compromesse con gli occidentali a vario livello, perché in vent’anni passati in semiclandestinità si cambia parecchio e non abbiamo un’idea ancora precisa sulla nuova leadership talebana. Non è necessariamente detto che quel paese ritorni all’oscurantismo precedente, anzi. Possiamo invece essere certi che la ritirata statunitense ed occidentale dall’Afghanistan, peserà in termini politici ed economici molto più della sconfitta subita in Vietnam. Il Vietnam era in fondo un’appendice dell’estremo oriente, interessante solo, ma nemmeno troppo, per la sua esposizione sul Pacifico. L’Afghanistan è al centro dell’emisfero asiatico, uno snodo formidabile, per due secoli nelle mire dell’impero britannico, poi di quello sovietico, che dispone di formidabili potenzialità. Una volta che gli americani vi erano sbarcati gioco forza, se c’è un paese estraneo alla cultura coloniale, quello sono gli Stati Uniti d’America, avrebbero dovuto metterlo a ferro e fuoco per tenerselo. Il che significava seminare morte e distruzione nei villaggi non solo in Afghanistan, ma anche in Pakistan. Solo che come si capisce, un conto era bombardare la Cambogia ai tempi di Nixon, un altro, il Pakistan, “buon alleato”. Viste le condizioni, si stava chiusi nei presidi come la cavalleria in territorio lakota, era inutile restare e forse era anche inutile andare, se non come atto dimostrativo all’indomani dell’11 settembre. Il fatto che Osama bin Laden fosse nascosto ad Abbottabad, in Pakistan, appunto, dovrebbe illustrare tutta la vanità della vicenda. L’America ha fatto giustizia e questo conta. La signora Clinton disse “wow!” quando i commando di Obama fecero il blitz notturno in diretta per la Casa Bianca. I talebani fanno la storia e la faranno con i cinesi e gli iraniani, i loro nuovi alleati. Questo preoccupa un po’ di più della repressione culturale e religiosa che avvinghierà l’Afghanistan per i prossimi decenni.