L’America aveva deciso di ritirarsi dall’Afghanistan già da dopo l’uccisione di Bin Laden, quindi nessun stupore per il ritiro. D’altronde con l’uccisione del leader di Al Qaida era stato punito l’attacco alle torri gemelle e dimostrato al mondo che gli USA non lasciano conti in sospeso. Ma allora tutto ciò che era stato promesso sulla nascita di uno stato democratico, della lotta al terrorismo, della sconfitta definitiva dei talebani, dell’integralismo islamico che fine hanno fatto? Avere impegnato la Nato per 20 anni con tutte le sue forze. L’Italia in questa battaglia contro il terrorismo ha avuto 53 vittime. Si sono spesi 3 mila miliardi di Dollari, nel frattempo il ritiro dall’Irak ha aperto la strada al califfato dell’Isis, spietati assassini frutto della destabilizzazione provocata dai sogni di Barach Obama delle primavere arabe trasformatesi ben presto in inverni di assassinii spietati e c’è voluto
l’intervento della Russia, e poi di Trump per sconfiggere il califfato islamico contro cui il sacrificio del popolo curdo è stato unico e premiato con l’abbandono al nuovo rais Erdogan.

La guerra in Afganistan non aveva più senso, tuttavia, andava preparato diplomaticamente e logisticamente il ritiro tutelando chi aveva aiutato l’Occidente in questi 20 anni. Biden ha la responsabilità di essersi svegliato una mattina e di aver detto che gli Usa si ritiravano perché quella non era la loro guerra. Scaricare sui suoi predecessori poi, è l’atto più codardo che si possa fare, perché lui era il vice di Obama e quindi ha la sua parte di responsabilità e poi, con tutti gli altri presidenti si era in una situazione di relativa sicurezza.

Io sarò sempre con gli Usa tuttavia, il vizio di pensare la politica estera come frutto di episodi contingenti è un vizio che un paese che vuole essere il baluardo o il gendarme della democrazia mondiale deve superare per una visione globale del mondo. Non si possono iniziare guerre e non portarne mai a termine una. Vietnam, Irak, Iran, Afganistan sono tutti esempi di come si rompe un equilibrio e ciò che viene dopo è molto peggio di prima. Trump almeno aveva annunciato il disimpegno progressivo degli Usa e aveva chiesto un maggior impegno di tutti gli alleati della Nato contro la politica islamica che minaccia Israele e tutto il mondo. Aveva almeno creato il patto di Abramo che Biden ha stracciato, nella sua supponente sbornia di superiorità di preminenza che però va dimostrata sul campo.

Fare la guerra in contemporanea economica e strategia a Cina, Russia, espone India e Israele, nonché l’Europa incerta e solo monetaria dei rischi di portata non valutata. Avere uno stato islamico, avere dato l’impressione di essere in fuga con le mutande in mano, isolerà l’India, rafforzerà il Pakistan e chi era stato sconfitto sul campo come i sovietici con Putin cercheranno uno sbocco aperto dall’insipienza di Biden e soci. La resistenza non c’è stata dicono gli Usa ed alleati e quindi non è più la nostra guerra. Una vergogna, dovevano morire qualche centinaia di afghani in una guerra civile all’arma bianca. Rimango filo occidentale ma senza una politica estera Usa, Europa, Italia si naviga a vista.