Nessuno al mondo ha maggiore esperienza dell’America nella trattativa con il nemico. Esclusa la Germania nazista, che si volle incenerire, l’America ha sempre trattato a cominciare dalla guerra di Corea. Con il Nord Vietnam arrivò ad una trattativa diretta che portò agli accordi di Parigi nel 1973. In entrambi i casi la condizione della trattativa dipendeva da un punto di forza, in particolare con i nordvietnamiti, contrari ideologicamente al compromesso borghese. Hanoi dopo dieci anni di conflitto aveva le ossa rotte. Ciò non tolse che il governo nordvietnamita violò sistematicamente gli accordi sottoscritti e che l’amministrazione statunitense li portava a rispettare a suon di bombe. Appena il Watergate travolse l’amministrazione ed il Congresso tolse i finanziamenti alla missione americana, i nordvietnamiti si presero tutto quello che avevano sottoscritto di voler lasciare indipendente. Anche la trattativa con i talebani è stata impostata dall’America da una condizione di forza, con le basi militari in Afghanistan ed il vertice islamista assediato o prigioniero.
Perché i vietnamiti violarono gli accordi dal primo momento? Perché si rendevano conto di come l’America avrebbe sempre fatto più fatica a farli rispettare con un’opinione pubblica contraria. Come usava fare il loro maestro Stalin dai tempi della Grecia, tastavano ogni volta il grado di resistenza del nemico per sapere fin dove potevano spingersi. Il mondo islamico non è meno scaltro dei militari comunisti del Nord Vietnam, lo dimostra la questione d’Israele. Stufi di prenderle attaccando direttamente lo stato ebraico, i suoi tanti nemici usano quei disgraziati di hamas per tastarne le difese. Gaza e la questione palestinese esistono solo per verificare la capacità di Israele di difendersi.

In questi giorni la condizione in Afghanistan è completamente mutata, le basi militari sono state smantellate e i vertici degli studenti coranici resi liberi. Di quale forza dispone l’America per riuscire a portare a termine una trattativa con individui che hanno dimostrato di avere meno scrupoli morali persino dei nord vietnamiti? La compattezza e la fermezza del mondo occidentale e della sua opinione pubblica. Ovvero la capacità di far credere a degli assassini matricolati che anche se a nessuno interessa la loro bieca esistenza, possono essere nuovamente colpiti con tutte le forze di cui si dispone, esattamente come è accaduto nel 2001. Nemmeno sappiamo se i talebani si daranno come vertici effettivi coloro con cui trattano gli americani o se non violeranno gli accordi presi prima ancora di rispettarli. Solo degli scellerati, irresponsabili, solo la canaglia che si cala le braghe davanti ai terroristi e che se le ricalerà ogni volta, si mette oggi a chiedere il dialogo alla comunità internazionale.