Un signore siciliano di mezza età intervistato dal tg1 ha detto che la situazione della Regione dipende dalla vittoria agli europei. “Si è festeggiato troppo” ha detto e ha ripetuto la parola “troppo” con accento di rimprovero. Sicuramente il signore ha ragione, non fosse che si è festeggiato “troppo” in tutta Italia e solo Sicilia, Calabria e Sardegna rischiano il ritorno in zona gialla o arancione per la cattiva campagna vaccinale condotta in queste tre Regioni, oltre, ovviamente ai problemi strutturali concernenti la sanità, che non vorremmo si dimenticasse. Arcuri aveva promesso di aumentare fino a 9000 le terapie intensive nel paese entro l’anno scorso, non ne ha fatte nemmeno la metà.
La campagna no vax è arrivata al suo apice ed ha toccato tutti gli argomenti, leciti ed illeciti, menano e minacciano pure. Ignora solo i dati. La Russia che è il paese euroasiatico che ha vaccinato meno di tutti gli altri ha quattro volte i contagi che si registrano in Cina ed Europa con i vaccini. Ma anche i paesi dove i vaccini sono stati distribuiti militarmente sono in sofferenza, vedi Israele. Infatti Israele prepara la somministrazione della terza dose, perché dei vaccini la comunità scientifica discute la durata, non l’efficacia. Può darsi che alcuni si debbano rifare. La scienza è sperimentale e quando si va da un medico per curarsi un raffreddore, ci si sottopone ad uno esperimento sulla propria persona. La liberatoria che si firma con il vaccino, lo ricorda. Ovviamente non poteva perdere l’occasione per tornare alla ribalta il professor Crisanti, colui che riteneva non fosse possibile avere un vaccino prima di cinque anni e lo abbiamo visto vaccinarsi davanti alle telecamere. Ora Crisanti si è messo a denunciare il lato oscuro dei vaccini. Ci sono, incredibile, vaccinati con la febbre. E se la febbre dura un giorno? Il vaccino non impedisce di ammalarti, ti impedisce di crepare caro professor Crisanti e probabilmente anche di finire in ospedale, per lo meno nella maggioranza dei casi. Possiamo benissimo discutere sulle ipotesi di scuola, se si deve vaccinare tutta la popolazione, piuttosto che solo quella anziana e cagionevole, o se si può, o non si può vaccinare durante una pandemia. Un dibattito scientifico interessantissimo, ma che resta secondario rispetto al fatto principale ovvero che il vaccino salva la vita. Tanto che a fronte di una comunità di scettici i governi stanno valutando di porlo come obbligatorio, perché se tu riesci a vaccinare tutti in tempi rapidi stronchi, la pandemia, se continuiamo a tergiversare nelle proteste, ci restiamo comunque impigliati. Quale che sia l’opinione dei membri del comitato tecnico scientifico a proposito, la riferiscano al governo in via riservata, evitino i mezzi di comunicazione. Non spetta a loro pubblicizzare valutazioni controverse. Il governo per ora procede per l’obbligatorietà nel pubblico impiego, ed è un suo diritto e un suo dovere. Coloro che lavorano per lo Stato devono seguirne le norme di legge. Vaccinare i cittadini privati contro voglia è questione molto diversa, per questo è stato istituito il green pass, su cui pure ne abbiamo sentito di tutte. Il green pass è solo lo strumento che rende libero e accessibile quello che prima era chiuso o proibito. Vi è infatti questo aspetto che il movimento no vax, sembra completamente ignorare, ovvero che le libertà ed i diritti che una società come la nostra si era conquistati in settanta anni di Repubblica, erano stati tutti negati da un governo che tranquillamente, aveva imposto il coprifuoco, quello a cui rischiano di andare nuovamente incontro le regioni dove non ci si è vaccinati. I no vax non fanno una battaglia di libertà, come amerebbero far credere. Fanno solo una battaglia di retroguardia che conduce dritta alle regole e alle misure restrittive del tempo del governo Conte, dove, fra l’altro, si moriva a ritmi di 900 al giorno comunque.