La stampa non può ovviamente non dare una particolare attenzione alle registrazioni delle conversazioni fra Biden e Ghani quali sono state riprodotte dall’agenzia Reuter. Ammessane l’assoluta autenticità, non possiamo essere altrettanto certi della sincerità degli interlocutori. Biden chiede a Ghani se ha un piano, e quello tace. Eppure il piano c’era eccome: scappare. E’ davvero difficile credere che Ghani e Biden pensassero di competere militarmente con il movimento talebano che dal 2010 controlla incontrastato tutta l’area alle porte di Kabul. Si, magari escluso il Panjshir, che pure conta poco più di cento mila abitanti su una popolazione nazionale di trentacinque milioni. Su Ghani disponiamo di poche e pessime notizie. Biden invece lo conosciamo meglio. Non è uno sprovveduto gaffeur come viene descritto dalle cronache. Il presidente è invece un reduce sperimentato della guerra fredda. E’ vero che non ha mai dato segno di particolari doti di brillantezza politica. Possiede comunque una sufficiente esperienza del campo militare. Per lo meno, il presidente saprà che in Vietnam l’esercito americano arrivò a contare 500 mila combattenti con un impegno di almeno un milione di uomini. In Afghanistan, il coinvolgimento americano in quella che egli stesso ha definito la più “lunga guerra della storia” ha contato tredicimila soldati con Bush, ridotti da Trump a 2500 e riportati adesso a seimila, ma solo per le operazioni di sgombero. Cifre che da sole, le truppe di altre nazionalità presenti non erano disponibili al combattimento in campo aperto, dimostrano come all’America dell’Afghanistan non importi assolutamente niente.
Nemmeno Bush voleva esportare la democrazia fra montagne dove ogni villaggio fa solo riferimento al suo ceppo etnico. Rovesciato il regime talebano in un secondo si pensava di andarsene via subito. Poi l’America non ha voluto essere accusata di brigantaggio e si è messa ad investire su persone in cui non credeva e che a loro volta, da Karzai a Ghani, non credevano nell’America e nei suoi valori. E’ quindi difficile pensare che Biden contasse sulle capacità di resistenza di Ghani. Senza la volontà politica, soldati ed armi possono relativamente. Quanto alla volontà politica americana, giusto o sbagliato che fosse, questa non ha mai contemplato l’Afghanistan. Se la vedano russi e cinesi. L’unico problema è che dopo un impegno ventennale tanto sciatto ed un ritiro ancora più mesto, russi e cinesi potrebbero essere indotti a pensare che l’America non ha più il polso per misurare la situazione. La stessa impressione potrebbe diventare comune anche in Europa, da subito in Ucraina.
E’ possibile che gli strateghi del Pentagono alla lunga abbiano ragione. L’Afghanistan è stata solo una inevitabile quanto inutile e dispendiosa perdita di tempo, pazienza. E’ che il costo di questa perdita di tempo non è stato ancora completamente saldato e dispiace per loro e per noi, se potrebbe rivelare ulteriori sgradevoli sorprese.