Il motivo per il quale la protesta no vax dopo tante sgangherate minacce ha prodotto un buco nell’acqua, è semplice. I vaccini sono una speranza senza la quale la società è solo destinata a perire. L’alternativa quale sarebbe? L’isolamento e le regole del passato governo? Ma quelle erano misure poliziesche prive di qualsiasi valore scientifico, sostenute da fanatici e burocrati, che hanno accompagnato uno dei più alti tassi di mortalità registrati su scala mondiale. I vaccini, si vede dai dati, funzionano. La Sicilia dove la vaccinazione non riesce a penetrare la popolazione è in una situazione preoccupante. Nessun paese al mondo mette in questione l’efficacia del vaccino, ma solo la sua durata. Israele che per primo ha vaccinato quasi tutta la popolazione e si è ritrovato con i contagi in aumento, prepara la terza dose. Il governo di Gerusalemme mica ha detto, buttiamo i vaccini che non servono a niente. Il movimento no vax si è trovato a doversi arrampicare sugli specchi, mettendosi a discutere di questioni teoriche, come se si può o non si può vaccinare in pandemia. E quando ci si vaccina bontà loro? Quando la pandemia è finita e contiamo i morti? Ci sono sempre state e sempre ci saranno delle varianti più o meno pericolose. E i vaccini da parte loro si calibreranno ulteriormente su queste, fino a quando il virus avrà esaurito il suo corso, cioè avrà colpito l’intera popolazione mondiale. E’ inutile che rinchiudiamo tutta la popolazione mondiale sotto terra, perché il virus aspetterebbe che esca, è un virus, mica lo distruggi, attaccherebbe un altro animale. Se invece ci vacciniamo, le conseguenze del contagio sono minime e soprattutto torniamo a condurre una vita normale che in Italia, non certo in tutto il mondo, e nemmeno in tutta Europa, abbiamo perso per un intero anno e solo adesso stiamo recuperando. Un discorso diverso merita invece la contrarietà all’obbligo, che su base costituzionale è perfettamente comprensibile. Qui il governo è chiamato ad una valutazione della legge straordinaria dove solo l’emergenza può giustificare una scelta di questa ingerenza. Per questo il testo di legge sull’obbligo deve saper specificare l’eccezionalità del provvedimento. Noi rendiamo obbligatorio il vaccino per salvare una comunità minacciata dalla libertà individuale di rifiutarlo ed esclusivamente sulla base di tale presupposto. Si tratta di un passaggio estremamente arduo che troverà contro di sé argomenti giuridici e teorici di ogni genere. Se il governo, convinto della necessità, è pronto a compierlo, bene, lo sosterremo.