Prima che tragica, l’evoluzione della vicenda afgana è paradossale. Trump è stato criticato su tutto, dal taglio di capelli alle relazioni con la moglie. Nessuno che abbia detto una parola quando quello si è messo a trattare con i talebani a Doha. Era normale il dialogare con i talebani senza nemmeno invitare un rappresentante del governo di Kabul. Quale autorevolezza dispone un governo in carica che non partecipa alle trattative sul ritiro del Paese che lo ha insediato? La trattativa di Doha ricorda quella di Monaco nel 1938, c’erano i fascisti e i paesi democratici, mancava la Cecoslovacchia. Oggi è evidente che gli Stati Uniti non avevano un exit strategy per l’Afghanistan. Obama fece un annunzio e lo declinò ad un’altra amministrazione. Una presidenza degna di questo nome, nel momento nel quale riteneva necessario lasciare l’Afghanistan avrebbe dovuto preoccuparsi di assumersene la diretta responsabilità. Obama invece ridusse il contingente militare ad un tale quantitativo che poteva giusto vivacchiare nei suoi avamposti. Trump si preoccupò di liberarsi anche di quello e senza mostrare particolari scrupoli. Perché mai scandalizzarsi di Trump e di Obama? Dovemmo scandalizzarci del fatto che nessuno gli abbia detto, cosa state facendo. Muti tutti. Obama e Trump interpretavano un sentimento comune prevalso dopo la cattura di Bin Laden, ovvero cosa ce ne importa di quale regime si danno quei montanari, quei pastori. Non che l’Afghanistan, non abbia un peso strategico, ce l’ha anche il canale di Suez, eppure l’America chiese ai francesi e agli inglesi di restituirlo all’Egitto, senza pensarci troppo sopra. L’Afghanistan è questione che riguarda i pakistani, gli iraniani, i russi e al limite i cinesi. Se proprio vogliono cimentarsi, visto le belle esperienze del passato, gli inglesi. Per cui abbiamo visto come si è arrivati al ritiro, e non deve indignarci che il presidente Biden lo consideri comunque un successo. Biden esprime un desiderio di togliere le tende il prima possibile, che era comune a tutti gli alleati. Quali danni si possa aver subito con questa scelta, il calcolo presume che sono pur sempre meno di quelli che si sarebbero causati restando. Sarebbe stata una follia difendere con le armi un governo ridicolo come quello di Kabul. Nessuno ha mai creduto che quello potesse resistere anche solo due ore, nessuno lo osava dire. Il cinismo dell’Occidente, l’ipocrisia, più che la disfatta. Gli Stati Uniti e la comunità europea fissino una linea nei confronti del nuovo regime e nessuno si permetta di aprire bocca fuori da questo contesto. Ancora nemmeno sappiamo cosa sarà questo nuovo regime talebano, come si fa a dire bisogna discutere con i talebani? Trump ha discusso e già si ritrova un leader talebano diverso dal suo interlocutore. Poi c’è il Panshjr. Era inevitabile che i talebani riprendessero Kabul. Ma se il Panshjr cade nelle mani dei talebani, prepariamoci alle fosse comuni, come a Srebrenica, questa volta un po’ più larghe.