Neanche l’Italia parteciperà al ventennale della Conferenza di Durban, programmato a Settembre durante l’apertura dell’Assemblea generale dell’ONU. Roma si conforma dunque alla decisione delle grandi democrazie. Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA che cita fonti della Farnesina, la decisione è stata presa per essere ‘in linea con altri Paesi occidentali’. Australia, Austria, Bulgaria, Canada, Cipro, Germania, Francia, Israele, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, UK, Ungheria e USA avevano annunciato, già da tempo, il boicottaggio.

Nei mesi scorsi erano emerse preoccupazioni per il fatto che l’anniversario della conferenza intergovernativa sotto l’egida delle Nazioni Unite rischia di trasformarsi in un nuovo festival dell’odio antisemita e antisionista.  Nella I Conferenza svoltasi nel 2001 in Sudafrica, Israele venne definito uno “stato razzista e di apartheid”, vennero posti in vendita I protocolli di Sion e una marcia guidata dai palestinesi inneggiava a Hitler.

La Voce Repubblicana ha fatto campagna contro una eventuale partecipazione dell’Italia all’evento ed accoglie con soddisfazione e sollievo la notizia, che arriva in coincidenza di Rosh Hashana, il capodanno ebraico.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.