È un segnale positivo di piena ripresa della vita democratica la discussione fra forze politiche e cittadini su i green pass ed i vaccini. Avremmo voluto che si discutessero anche misure come il coprifuoco ed altre incredibilmente prese, si arrivò a imporre di frequentare solo i parenti, estranee non solo allo spirito della Costituzione, ma al comune vivere umano. Invece si è delegato per un intero anno ogni potere ad un uomo solo posto al comando, che manco ascoltava i suoi ministri. Questo precedente indebolisce la posizione di tutti coloro che non avendo battuto ciglio quando si costringeva la popolazione in fila al supermercato, si lamentano ora perché viene introdotto un documento che pure consente di riaprire tutto quanto era stato chiuso precedentemente. Di buono c’è che non sono più solo i virologi a discutere delle scelte da fare, ma l’intera comunità nazionale.
Il governo valuterà tutte le opzioni, i rilievi che sono fatti anche nella sua maggioranza, prenderà le sue decisioni e cercherà i voti in Parlamento.

Altrettanto positivo per il Parlamento aver cestinato una ridicola discussione sulla transomofobia trascinatasi per mesi senza costrutto da quando appunto le Camere erano state spogliate delle loro funzioni preposte. Una volta riprese, ci si occupa di cose serie. Non c’è niente di progressista nel mettere in discussione il genere delle persone e se il problema sono le discriminazioni, si modifichi il codice penale per aggravare le condanne contro chi colpisce i più deboli e gli inermi. Sono state uccise tante di quelle donne in questi ultimi mesi, che sarebbe progressista una legge che aggravi il reato di femminicidio, o per lo meno chiedersi se le donne non siano ancora la parte più vulnerabile della società. Altro che discutere di identità di genere.

Il paese ha vissuto una delle notti più cupe della sua storia, dove tutti i valori e i punti di riferimento naturali sono stati mortificati e rovesciati. Era inevitabile una situazione così controversa e complessa come quella che stiamo affrontando in questi giorni. È il prezzo che va pagato per il pieno recupero di una vita repubblicana che era stata eclissata da un’ondata di terrore fomentata ad arte.