Milano non è solo il salotto buono. Non è solo la Galleria con la pizza di Cracco da immortalare sui social. Milano sono le periferie, quelle senza red carpet, senza passerelle. La candidatura di Luca Bernardo, che ha con sé il centro-destra e l’area moderata, obbedisce a questa logica. C’è una realtà complessa che non si risolve solo coi belletti al centro storico. Franco De Angelis è il candidato repubblicano nella sua lista.

Perché con Luca Bernardo?

«Il sostegno a Bernardo del Partito Repubblicano è frutto della decisione di dare un contributo politico, anche in prospettiva, per connotare in senso realmente pluralista e rappresentativo il centrodestra, in un momento di transizione storica che deve aggregare gli alleati piuttosto che dividerli. Tendo a dare un valore politico al mio impegno, certo, ma voglio che la mia candidatura sia vista anche come raccordo con la società civile, visto che io, oltre alla politica, sono una presenza rappresentativa di quella parte di società civile della nostra città che tradizionalmente si riconosce nel riformismo milanese, che mette al centro l’individuo, il progresso, il rispetto dei diritti e lo sviluppo economico e infrastrutturale».

Che centrodestra vede per il futuro?

«Un soggetto unico, al di là del nome, federazione o partito, a vocazione fortemente maggioritaria, con regole elettive interne che consentano alla base di scegliere i propri leader, nel contempo prevedendo meccanismi selettivi degli amministratori fondati su capacità, esperienza e riconoscimento identitario».

Ci sono forze riformiste che non si sono schierate con Sala…

«Su questo bisogna lavorare. L’accordo che Sala sarà costretto a fare con il 5 Stelle al ballottaggio, lo renderà impossibilitato a governare, in caso di vittoria, per la grandissima diversità dei suoi alleati: finiranno per metterlo sotto scacco».

In campo va la sua esperienze specifica…

«La mia competenza è il mondo della mobilità, quella metto a disposizione. Bisogna contrastare le pessime scelte sul tema di Sala e delle forze politiche che lo sostengono».

Il grande tema è: Milano Città Metropolitana

«Qualsiasi grande area metropolitana europea si basa su un sistema di mobilità metropolitano di area vasta. Nel nostro caso dovrebbe interessare i 133 comuni capaci di interagire, coordinati dal sindaco della città metropolitana. Sala pensa solo in termini daziari e Bernardo rimedierà questo errore. Chiederò un iniziativa politica a Bernardo e al centrodestra per abrogare a livello nazionale la legge Del Rio, legge istitutiva delle città metropolitane. Chiederò conto delle spese sostenute per questi frettolosi interventi viabilistici volti solo a rincorrere un demagogico ambientalismo volto solo alla demonizzazione del mezzo privato».