Un intervento di Bepi Pezzulli, direttore de La Voce Repubblicana, su formiche.net. «Michel Barnier ha screditato, smentendola, l’eredità politica del Commissario europeo Michel Barnier. Il duro negoziatore anti-Brexit, mr. Europa ha illustrato a Les Républicains la sua idea di Francia nel tradizionale discorso programmatico dei candidati.

In un solo discorso, il campione dell’europeismo acritico ha fatto piazza pulita dell’Ue. Schengen, l’area di libera circolazione a 26, dovrebbe essere sospesa, ha detto Barnier, aggiungendo: “È un colabrodo”.

Barnier ha proseguito affermando che la Francia non deve essere sottoposta alla totalità del diritto dell’Ue o a quello della Corte europea dei diritti dell’uomo. Per far questo, ha spiegato: “Va riconquistata la nostra sovranità giuridica. [La Francia] è permanentemente minacciata da una sentenza o da una condanna della Corte europea di giustizia o da un’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Per chiarire il pensiero del suo candidato, il Partito repubblicano, ha twittato i passaggi salienti del programma presidenziale, dando particolare enfasi alla tutela dei confini: “Sull’immigrazione, dobbiamo riconquistare la nostra sovranità giuridica per non essere più soggetti alle sentenze della Cgue o della Cedu”.

Durante il negoziato Brexit, Barnier aveva insistito con una determinazione al limite dell’ossessione sull’adesione britannica alla giurisdizione della Corte di giustizia europea e della Cedu. L’ex Commissario europeo si dichiarava difensore dello “stato di diritto” e sosteneva che la forza dell’Ue era nella sua identità di “organizzazione basata sulle regole”, piuttosto che sull’arbitrio della politica.

Infine, Barnier ha denunciato l’evidente squilibrio di potere politico e governance, reclamando “maggior potere politico per la Francia a Bruxelles”, per mettere la parola fine al “dominio” tedesco.

Barnier pronunciò le famose parole: “L’Uk non può avere un’Europa à la carte”. Ma per la Francia ha scelto il menù degustazione. Il menù souveraineté. Dentro ogni candidato all’Eliseo, vive una parte di De Gaulle. Anche per Barnier, non c’è abbastanza libertà in Europa: que vive la France libre!».