Bruxelles – 13 settembre 2021 – In un’iniziativa transatlantica senza precedenti, 312 parlamentari di vari partiti in Europa, Nord America e Israele hanno chiesto ai Paesi dell’UE e alle democrazie di tutto il mondo di contribuire a porre fine alla discriminazione contro Israele alle Nazioni Unite. La dichiarazione interparlamentare promossa dalla Transatlantic Friends of Israel (TFI) dell’AJC, giunge alla vigilia dell’apertura dei lavori della 76a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

L’ufficio direttivo del Transatlantic Friends of Israel ha inviato stamane la dichiarazione ai governi di tutti gli Stati membri dell’UE, al Regno Unito, alla Norvegia e alla Svizzera, alla Presidenza dell’UE, nonché al Segretario Generale dell’ONU e ai dirigenti delle principali agenzie dell’ONU. I firmatari sono per la stragrande maggioranza parlamentari europei tra i quali troviamo ministri, leader di partito, vice-presidenti parlamentari e presidenti di commissioni chiave.

I parlamentari sottolineano nella dichiarazione che la faziosità dell’ONU non danneggia solo Israele, ma anche la reputazione dell’ONU stessa e la sua efficacia nell’affrontare i problemi globali:

«In un contesto che vede l’antisemitismo crescere in tutto il mondo, la condanna rituale, incessante e sproporzionata dell’unico Stato ebraico del mondo all’ONU è particolarmente pericolosa e deve cessare definitivamente. Israele va osservata e valutata, come ogni altra nazione. Ma deve trattarsi di un trattamento equo – né più, né meno di questo», si legge nella dichiarazione.

«Violando i suoi stessi scopi e principi, che impegnano l’organizzazione a ‘sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni’ e al ‘principio dell’uguaglianza sovrana di tutti i suoi membri’, l’ONU sta minando la sua credibilità e perdendo il sostegno del pubblico», continua la dichiarazione.

La dichiarazione interparlamentare termina con tre richieste concrete:

1 I membri dell’UE e le altre democrazie dovrebbero respingere l’eccessivo numero di risoluzioni anti-Israele.

2 Riformare il Consiglio dei Diritti Umani per eliminare il punto 7, che è un programma permanente anti-Israele.

3 Abolire i comitati e i programmi discriminatori delle Nazioni Unite che prendono di mira Israele.

Lukas Mandl (PPE), parlamentare austriaco e presidente del gruppo TFI al Parlamento Europeo (PE): «L’ONU persiste nei suoi vecchi pregiudizi contro Israele che portano spesso a prenderlo di mira più frequentemente di tutti gli altri Paesi messi insieme. È giunto il momento di porre fine a questa pratica vergognosa. I governi democratici hanno la responsabilità di realizzare questo cambiamento indispensabile».

Daniel Schwammenthal, direttore dell’ufficio presso la UE a Bruxelles dell’American Jewish Committee, dell’AJC Transatlantic Institute, e segretario generale del TFI: «È incoraggiante vedere che cresce il consenso transatlantico per porre finalmente fine alla vergognosa discriminazione contro Israele all’ONU. L’AJC ha lodato l’UE in passato per il suo impegno ad estendere la lotta contro l’antisemitismo a tutte le aree di intervento, il che include ovviamente anche la politica estera. Affrontare il pregiudizio dell’ONU contro l’unico stato ebraico del mondo dovrà quindi far parte di questa iniziativa».

«Questa dichiarazione non potrebbe essere più opportuna dato che la prossima settimana l’Assemblea Generale celebrerà – , vergognosamente – il 20° anniversario della Conferenza mondiale contro il razzismo di Durban del 2001. In quell’anno, la conferenza abbandonò i suoi obiettivi originali, trasformandosi in una vera e propria sagra dell’odio anti-Israeliano e antisemita. Lo Stato ebraico fu demonizzato come ‘razzista’ e i partecipanti ebrei alla conferenza furono minacciati con slogan come ‘Hitler avrebbe dovuto finire il lavoro’», ha continuato Schwammenthal.

Martin Engelberg (ÖVP), parlamentare austriaco e prossimo presidente di TFI al Consiglio nazionale austriaco: «Il surreale torrente di risoluzioni unilaterali che condannano a oltranza Israele serve a demonizzare l’unico Stato ebraico del mondo. È uno scandalo, e noi europei in particolare abbiamo il dovere di porvi fine».

Anna Michelle Asimakopoulou (PPE), parlamentare greca e vicepresidente del TFI al PE: «È ora che gli Stati membri dell’UE e altre democrazie seguano l’esempio degli Stati Uniti e votino contro queste risoluzioni unilaterali dell’ONU che prendono ingiustamente di mira Israele».

Carmen Avram (S&D), parlamentare rumena e vicepresidente del TFI al PE: «Come qualunque altro Stato, ovviamente anche Israele va scrutinato e a volte criticato. Tuttavia, il problema è che ad oggi non viene trattato come qualunque altro Stato. Questa discriminazione deve finire».

Dietmar Köster (S&D), parlamentare tedesco e vicepresidente del TFI al PE: «In qualità di convinto sostenitore di un ordine internazionale basato sulle regole, è scoraggiante vedere che l’organizzazione così vitale per la sicurezza e la pace internazionale fallisca costantemente nel sostenere i suoi stessi principi che prevedono il trattamento equo di tutti gli Stati membri. Le condanne unilaterali di Israele all’ONU non possono continuare».

Petras Auštrevičius (Renew Europe), parlamentare lituano e vicepresidente di TFI al PE: «Quando Israele, l’unica vera democrazia del Medio Oriente capofila nella parità di genere, viene additato per la presunta violazione dei diritti delle donne, mentre regimi come l’Iran vengono eletti nella Commissione per i diritti delle donne dell’ONU, allora capisci che qualcosa si è guastato seriamente. Dobbiamo porre fine a questo pregiudizio delle Nazioni Unite una volta per tutte».

Alexandr Vondra (ECR), deputato ceco e vicepresidente del TFI al PE: C’è una famosa frase di Kofi Annan, il defunto segretario generale dell’ONU: Israele e le Nazioni Unite “sono sorte dalle ceneri dell’Olocausto”. Di conseguenza, noi europei abbiamo un dovere particolare di assicurare che il sistema delle Nazioni Unite non sia più abusato per diffamare l’unico Stato ebraico al mondo”.

La Dichiarazione Transatlantica è un’iniziativa del crescente gruppo interparlamentare Transatlantic Friends of Israel (TFI) dell’AJC (American Jewish Committee). Fondata nel luglio 2019, la rete comprende oltre 130 parlamentari di Europa, Nord America e Israele ed ha il compito di rafforzare l’alleanza transatlantica con Israele.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.