Dopo due anni di continue e lunghe interruzioni dell’attività scolastica, di didattica a distanza, di quarantene forzate, di tentativi “maldestri” di distanziamento, con pareti di plexiglass e banchi a rotelle, finalmente la scuola italiana, in tutti i suoi ordini e gradi, riparte con le lezioni in presenza, con più chiare regole anti-contagio, nel pieno rispetto dei quadri-orario e dei programmi.

Naturalmente restano le problematiche ”endemiche”, legate alla copertura di tutte le cattedre,  specie quelle delle discipline scientifiche, al “carosello” dei supplenti, alle classi super affollate, all’insufficienza di aule ed alla vetustà ed inadeguatezza di molti edifici scolastici, ma tutto diventa più sopportabile e passa in secondo piano di fronte al ritorno (o quasi) alla normalità, a quella vita scolastica tanto agognata da tutta la società civile, rimpianta (e non è poco) dagli alunni di tutte le età, poiché, qualunque cosa si dica, la scuola resta sempre quel microcosmo di relazioni, di affetti, di esperienze  educative e  di saperi unico al mondo.

Che, allora, si ricominci, all’insegna della speranza,  perché questo, magari, sia un anno di svolta, di rinnovamento, di ritrovato entusiasmo da parte dei docenti e degli stessi studenti, un anno improntato non solo al necessario recupero del “tempo perduto”, ma alla realizzazione di nuove, interessanti esperienze didattiche, all’ampliamento dell’offerta formativa, all’ organizzazione  più articolata e flessibile del tempo scuola, alla ripresa del dialogo costruttivo con le famiglie e la società, tutte opportunità che possono contribuire a riqualificare il nostro sistema scolastico ed a farne un  vero ed importante “investimento produttivo”, per il bene ed il futuro del nostro Paese.

Buon anno scolastico.