In occasione della presentazione della 4^ Indagine SWG dal titolo Gli Italiani e il Regno Unito nell’Anno delle Presidenze, emerge una chiara indicazione sul sentimento nel nostro paese: non rallenta la voglia di Regno Unito in Italia, soprattutto tra i giovani.

Nella splendida cornice di Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore britannico in Italia, sono stati resi noti i risultati di una ricerca commissionata all’istituto Swg dall’Ambasciata Britannica in Italia alla vigilia del XXIX Convegno di Pontignano, che rappresenta uno degli eventi annuali più importanti nel rapporto bilaterale tra Regno Unito e Italia.

L’esito di questa indagine, svolta in un anno in cui i governi di Italia e Regno Unito sono attivamente coinvolti a livello di G7, G20 e Nazioni Unite nella collaborazione per la ripresa dalla crisi pandemica che ha scosso l’intero mondo, ci fornisce un’istantanea interessante sulla percezione degli italiani nei confronti del paese che ospita 700 mila loro connazionali.

Nonostante il dispiacere per la Brexit, le difficoltà della pandemia e le sfide calcistiche dell’estate, l’atteggiamento degli italiani nei confronti del Regno Unito resta fortemente positivo. Risulta infatti che Londra abbia guadagnato una posizione nella classifica dei paesi che gli italiani sentono maggiormente ‘vicini’ sul piano culturale, dei rapporti e delle esperienze personali. Solo un punto dietro alla Germania e a quei paesi del Mediterraneo, come Spagna, Francia e Grecia, tradizionalmente percepiti come più simili all’Italia.

Tra i giovani, inoltre, che si distinguono nel manifestare una passione ed un entusiasmo superiori alla media, il Regno Unito è sul terzo gradino del podio, tra i paesi percepiti come “più vicini in assoluto”. In particolare, cresce rispetto al 2020 la percentuale di quanti vogliono recarsi nel Regno Unito: due giovani su tre vorrebbero andarci a lavorare o per studiare trovandovi, tra le principali attrattive, il ricco contesto culturale e formativo offerto dalle città britanniche (79%), l’attenzione alle opportunità di business (73%) e la capacità di innovare (72%).

Se oltre la metà degli italiani (56%) dichiara di essere stato almeno una volta nel Regno Unito, per la quasi totalità di questi (nove su dieci) resta forte il desiderio di tornare oltremanica. Tra quanti, sono stati almeno una volta nel Regno Unito, poi, il 18% dichiara di avervi trascorso almeno un anno. Di questi, il 77% (in lieve crescita dall’anno scorso) descrive la propria esperienza come totalmente positiva.

In crescita rispetto all’anno scorso (83% vs 76%) è anche la percentuale di chi conferma la propria intenzione di visitare il Regno Unito dopo la conclusione della pandemia. In particolare, quasi un giovane su due si dichiara certo di tornare oltremanica. Inoltre, una significativa maggioranza di questi (i due terzi) mantiene una forte propensione a recarsi nel Regno Unito per studiare o specializzarsi (+6% rispetto al 2020).

Da parte di quattro italiani su cinque che già vivono nel Regno Unito, invece, si registrano feedback positivi in diversi ambiti: opportunità di carriera e qualità della formazione universitaria anzitutto, ma anche nei confronti delle attrattive culturali e naturalistiche fornite dal paese.

Dall’indagine svolta inoltre emerge come, tra gli elementi che spingono gli italiani a recarsi nel Regno Unito, vi siano soprattutto le università e le possibilità di studio (74%), le città (73%), la cultura (72%), la natura (70%), seguite dalle chances di carriera (68%) e di business (67%); infine, la capacità di innovare (65%) è particolarmente gradita ai giovani, sempre più impazienti di tornare in UK anche per studiare e specializzarsi.

Va aggiunto che, ad ormai 5 anni dal referendum sulla Brexit del 2016, la metà degli italiani ritiene che il Regno Unito abbia sbagliato a scegliere di uscire dalle istituzioni di Bruxelles, mentre un italiano su quattro (-7% rispetto all’anno scorso), ritiene il contrario.

Nonostante questo, in un anno speciale per le relazioni bilaterali tra UK e Italia, la percentuale di chi auspica il mantenimento di una forte sinergia anglo-italiana rimane di oltre sei italiani su dieci. Questi numeri salgono poi ulteriormente se ci si riferisce ad ambiti specifici della collaborazione, con un’ampia maggioranza che ritiene importante collaborare in materia di ricerca scientifica e innovazione (80%), per scambi commerciali e investimenti (78%), in ambito di istruzione e università (76%), di sviluppo sostenibile, energia e nella lotta ai cambiamenti climatici (74%), e nei campi della cultura e dell’arte (71%).

In riferimento alle numerose aree di collaborazione tra Regno Unito e Italia nell’ambito delle rispettive presidenze del G7 e del G20 di quest’anno, nonché della partnership in vista della COP26, il summit delle Nazioni Unite sul clima, anche qui spicca la particolare attenzione dei giovani rivolta all’importanza di affrontare insieme i cambiamenti climatici (89%), alla lotta contro la pandemia (85%), al sostegno per le imprese (83%) e all’aiuto ai paesi più poveri (83%).

Commentando i dati presentati oggi da Rado Fonda, Direttore di Ricerca di SWG, l’Ambasciatore Britannico in Italia Jill Morris ha dichiarato: «La collaborazione tra Italia e Regno Unito in questo nostro anno così speciale di presidenze, con l’Italia alla guida del G20 e il Regno Unito a capo del G7, parallelamente alla partnership per COP26, il summit delle Nazioni Unite sul clima a Glasgow, approfondisce il legame tra i nostri paesi in un momento cruciale per la ripresa dalla crisi pandemica. Corollario importante di questa collaborazione sono l’attenzione e la propensione degli italiani nei confronti del Regno Unito, in particolare da parte dei più giovani. È su di loro che si fonda il futuro delle nostre relazioni, ed è per loro che i nostri governi stanno lavorando insieme alla comunità internazionale per una ripresa più resiliente, equa e sostenibile. L’attenzione al clima, il sostegno alle nostre economie e l’aiuto ai paesi più poveri sono capitoli fondamentali della nostra comune agenda globale, per ricostruire insieme un futuro migliore, all’insegna del “Build Back Better”. Come sempre, i risultati di questa preziosa indagine forniranno elementi di riflessione utili nel corso del XXIX Convegno di Pontignano, il principale appuntamento nell’agenda anglo-italiana che avrà luogo quest’anno a Siena dal 16 al 18 settembre».