Vita standard di un candidato. Farsi le foto, intanto. «E io non vengo mai bene in foto». È sempre la vecchia storia dell’espressione giusta. «È mia mamma che mi ha fatto crescere così. Le chiedevo: “Come sto?”. E mi lasciava sempre intendere che sarei potuta stare meglio. Ma sono bella? “Sei normale”». La ricerca dell’eleganza parte da qui. Essere informali ma avere presenza. Poi c’è il grafico. Ci sono le interviste. Ci sono i programmi da definire meglio. C’è il parrucchiere. In rigoroso ordine sparso forse, perché il parrucchiere sarebbe dovuto essere prima del fotografo. C’è infine la parola di conforto di Michele Polini, il segretario o dell’unione romana, che è un po’ il fratello maggiore che tutti vorrebbero avere, quello da cui vai quando hai fatto un guaio, e lui non si arrabbia, ha sempre un sorriso e un consiglio. Lei, Zora Mikulicin, della squadra è uno degli elementi più pregiati. Perché è elegante, e lo abbiamo detto, perché ha personalità, e lo diciamo adesso. E soprattutto perché ama Roma…

«Sono romana da quando mi sono sposata, dal ’76. A Roma mi piace perdermi. Mi piace questo, mi piace quello. Ho fatto anni di conservatorio, mi piace il solfeggio, ho suonato il piano. Mi piace l’arte, la pittura impressionista. Frequento regolarmente mostre, e qui a Roma c’è molta effervescenza. Sono laureata in lingua e letteratura inglese, e amo leggere. Ho cominciato dai classici, una passione che mi ha trasmesso mia madre. È a Roma che in passato ho fatto un po’ di militanza repubblicana, negli anni novanta».

Alle amministrative sei candidata all’Assemblea Capitolina per Calenda…

«Lo seguo da tempo, sì. È una persona molto valida, qualificata, seria, che si sta impegnando per capire le criticità dei romani. Quando mi è stata proposta la candidatura ho accetto di buon grado perché è esattamente il tipo di scelta che avrei fatto, anche come elettrice».

Quali sono le criticità di Roma…

«I rifiuti al primo posto. È una città indecente. Ha un’incuria che ti fa vergognare Al secondo posto direi i trasporti. Io ho vissuto a Berlino. Con due mezzi stavi dove volevi. A Roma è impossibile: con 4 mezzi sei ancora a metà strada. Sono un medico d’urgenza e sulla mia pelle ho vissuto tutti i disagi che può vivere un medico di pronto soccorso, che deve essere un tuttologo, pluripatologo: non siamo rispettati dai quadri, non siamo rispettati dall’utenza e siamo pagati poco».

I risultati del sondaggio che il gruppo Gedi ha commissionato a YouTrend propongono ai romani un ballottaggio all’insegna del vecchio bipolarismo: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia da una parte, il Pd e la sinistra dall’altra. Eventualmente con chi occorrerà stare?

«Mi troverei personalmente molto in difficoltà. Ma non spetterà a me la scelta».

Tua mamma oggi cosa direbbe?

«Sembri una regina»