Cinque anni fa moriva Carlo Azeglio Ciampi, un grande statista. Repubblicano antifascista credeva nella necessità di far conoscere la storia del Risorgimento per ritrovare l’orgoglio dei valori repubblicani e del patriottismo repubblicano. Sua la riscoperta del tricolore e dell’inno di Mameli come simboli del patriottismo mazziniano e dell’unità d’Italia.

Credeva nei valori educativi e di libertà della Costituzione repubblicana, che trovava e trova le radici nella lotta risorgimentale e della resistenza. La spiegò ai giovani di tutte le province italiane. Le visitò tutte, per dimostrare simbolicamente che il Presidente della Repubblica era il presidente di tutti gli italiani e dell’Italia unita contro una concezione falsamente federalista che stravolgeva il federalismo che univa di Cattaneo. Europeista convinto credeva in un’Europa politica, che fosse un elemento di crescita e di stabilità dell’Italia e del mondo.

Espresse più volte il suo rammarico per questa Europa dei mercati finanziari, anche in un libro, senza un governo eletto direttamente dai cittadini. Laico aveva profondo rispetto di chi credeva, ma col Papa teneva rapporti da capo di uno stato straniero e non di coscienza religiosa della laica e libertaria Italia. A lui va il nostro ringraziamento per il servizio che ha reso alla Repubblica e l’impegno da patrioti repubblicani che la battaglia per la difesa della costituzione sarà combattuta con tutte le nostre forze. Chi manca di rispetto alle sue spoglie, in nome di un nazionalismo antieuropeo e di un federalismo localista, in realtà esalta la grandezza del suo impegno civile e politico.