Nella conferenza milanese dedicata al clima, la signorina Thunbergh ha inscenato il suo solito repertorio, con frasi tipo, “voi politici fate solo blah, blah e affini.
Eppure a dire la verità, il presidente Cinese Xi, Ping per gli amici, non ha fatto solo chiacchiere, ha limitato le estrazioni di carbone per andare incontro alle esigenze di un controllo dell’inquinamento nel suo Paese.
I risultati sono che la Cina da qualche settimana si trova di fronte ad una crisi energetica senza precedenti, con ricadute non solo sulla produzione, ma anche sulla vita dei cittadini, che si ritrovano per la prima volta a non poter sostenere gli effetti dello sviluppo.
Oltre le industrie vi sono palazzi di cinquanta piani con gli ascensori fermi da giorni. Tutte le agenzie internazionali, da Morgan Stanley, a Bloomberg, si sono messe a stimare quali sono i costi della crisi in prospettiva, e gli effetti che potranno verificarsi sull’espansione nazionale e mondiale a lungo termine e si tratta di analisi interessantissime. L’unica considerazione che non è stata contemplata è quella di Federico Fubini, oggi su il Corriere della Sera, che parla del congresso del partito comunista cinese, dove Xi dovrebbe essere eletto presidente a vita.
E se proprio per riuscire in un simile proposito, servisse una frenata allo sviluppo economico? Ecco il punto in questione, una carica di quel peso, così divenuta estranea al progresso politico mondiale, non richiedesse il supporto di un ritardo economico indotto?
Fubini, che capisce evidentemente la Cina come pochi, scrive della necessità di tagliare le unghie al capitalismo. Il fatto è che se i cinesi iniziano a tagliare le unghie, non sai mai quando finiscono. Pensate se domani in Cina prevalesse una componente più radicale di quella rappresentata da Xi, tale da rifiutare il lusso europeo che si sta espandendo felicemente nel regno del Dragone. L’Europa, dove pure si pensa di dover trasferire in Cina le proprie aziende più pregiate dell’abbigliamento, ne sarebbe tramortita.
Vai a credere che il globalismo non sia reversibile, ed ecco che ti trovi di fronte ad un’altra rivoluzione culturale.
Tutto sommato con i blah blah dei nostri politici occidentali sul clima, la signorina Thunberg si trova ancora relativamente al sicuro. Se poi non le piace Greta può sempre trasferirsi in Cina. Xi sta facendo sul serio e può star tranquilla che ci sarà anche qualcuno persino più serio di lui.