Il partito repubblicano di Roma ha chiuso la sua campagna elettorale a sostegno di Calenda sindaco. Una lunga serata iniziata a piazza del Pantheon con un presidio davanti al più importante monumento della capitale. I candidati repubblicani al comune ed ai municipi fra le bandiere rosse del Pri a volantinare, poi una manifestazione su una grande terrazza di un albergo in via del Plebiscito. Il Pri romano ha ricostruito in questi anni le sue fila e ampliato le sue sezioni. Vuole intensamente poter tornare protagonista della vita cittadina. Ha richiamato vecchi amici e ne ha trovati di nuovi nella adesione alla lista Calenda sindaco. Un lavoro costante merito principale del segretario dell’Unione comunale, Michele Polini, ma che ha potuto contare sul contributo di tanti iscritti, Cesare Greco candidato al comune, ha spiegato come Calenda non sia solo il candidato sindaco più competente per guidare la città, ma anche l’unico in grado di semplificare la struttura burocratica che pesa sulla capitale. “Calenda, ha detto Greco, ha dimostrato da ministro, di saper innovare con determinazione, quella necessaria e che manca ed è mancata a Roma”. I cittadini oggi si rendono conto che la Raggi ha disatteso le sue promesse e che il pd da una parte e la destra dall’altra, sono i principali artefici del disastro che hanno portato la capitale alla paralisi. Calenda prima di tutto è una speranza e il partito repubblicano ha una lunga tradizione di buona amministrazione a Roma. È il momento di rispolverarla. Il partito romano può contare sempre su Saverio Collura, vice sindaco della capitale negli anni 80 del secolo scorso. Saverio è una presenza attiva nel partito nazionale ma anche in quello romano, una fonte purissima di consigli ed idee per i dirigenti più giovani, oltre che un esempio a cui richiamarsi. Greco è uno dei professionisti più stimati della capitale che si candida per la prima volta, un fiore all’occhiello del Pri per tanti anni. Sono poi numerosi i candidati trentenni del Pri nei municipi, uomini e donne che vengono dagli studi, impegnati nel lavoro. Per loro il partito repubblicano è principalmente lo strumento di una partecipazione alla vita politica dignitosa. Quello che hanno visto nella condotta di molti altri partiti romani lascia a desiderare e impone un’esigenza di riscatto. Tutti hanno come l’impressione che Roma sia sul punto di sprofondare, e avvertono l’esigenza di rinsaldarne, rilanciandone le caratteristiche, di capitale europea. Calenda viene considerato principalmente l’unica personalità in grado di governare la città senza farsi influenzare dalla onnipotente burocrazia comunale. Non si tratta purtroppo solo dell’immondizia e della fauna selvaggia che impazza. Si tratta di un traffico sregolato, di un sistema edilizio ancora peggio, della cura dei parchi pubblici lasciata abbandonata. Le risorse ci sono, manca la capacità e spesso la volontà di impiegarle adeguatamente. Il segretario nazionale del partito, Corrado De Rinaldis Saponaro ha iniziato la sua giornata con il volantinaggio fra i cittadini al Pantheon e concluso gli interventi della manifestazione. Saponaro de Rinaldis ha sottolineato il lato politico della candidatura Calenda. Una candidatura di rottura e di riequilibrio per un partito come il nostro che soffre vicini ingombranti e rissosi. Calenda è parte importante del progetto liberal democratico, merita un’apertura di credito per quanto ha fatto e quanto può fare. Il segretario nazionale ha anche ringraziato tutti coloro che particolarmente in questi ultimi anni si sono avvicinati o sono tornati nel partito, perché Roma, come l’intera nazione, ha bisogno di radici profonde su cui rialzare la testa. Le radici repubblicane sono legate principalmente ad un’idea di sviluppo e di equità. In genere le altre forze politiche sostengono solo l’eguaglianza, oppure solo lo sviluppo, ma spesso vediamo personalità che non contemplano nè le ragione dell’una nè quelle dell’altra. Quando la maggioranza degli italiani si accorge di questo vuoto morale e di progetti che caratterizza la politica nazionale, allora il partito repubblicano è destinato a tornare protagonista.