La Corte costituzionale polacca apre la porta alla Polexit. Il supremo tribunale di Varsavia, ha stabilito che caso di conflitto tra il diritto Ue e la Costituzione polacca, “sono possibili le seguenti conseguenze: modifica della Costituzione polacca, modifica della legge europea o uscita dall’Unione Europea“.

Nel leggere il dispositivo della sentenza, la presidente del Tribunale, Julia Przylebska, ha dichiarato che “gli organismi dell’Unione Europea operano fuori dai limiti delle competenze concesse dalla Repubblica di Polonia”, dichiarando l’articolo 1, primo e secondo paragrafo, e l’articolo 4, sezione 3, del Trattato di adesione della Polonia all’Unione Europea incostituzionale.

La Corte ha deliberato a maggioranza (3 su 5) accogliendo il ricorso presentato dal primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, in merito agli “ampi e ragionevoli dubbi” sulla prevalenza del diritto comunitario sulla Costituzione polacca.

La Corte ha spiegato che “il tentativo di interferire nell’ordinamento giudiziario polacco da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea viola i principi dello Stato di diritto, il principio di supremazia della Costituzione e il principio di conservazione della sovranità nel processo di integrazione europea”.

In punto di diritto, la Polonia non ha delegato il potere di amministrare il suo sistema giudiziario; pertanto le sentenze della Corte di Giustizia Ue non possono in nessuno modo derogare alla Costituzione polacca.

Sebbene la Corte di Giustizia Ue possieda la competenza per pronunciarsi sul sistema giudiziario polacco, “tra le competenze trasferite dalla Polonia alla Ue non c’è l’organizzazione del potere giudiziario”, si legge nella sentenza, quindi, “la Ue non ha giurisdizione per valutare la giustizia polacca e il suo funzionamento”. Il conflitto tra la Polonia e l’Ue è stato determinato dall’istituzione, avvenuta nel 2016, di una sezione disciplinare presso la Corte suprema polacca con il potere di sanzionare, destituire o trasferire i magistrati; un potere che in Italia, ad esempio, è esercitato dalla sezione disciplinare del CSM. Di recente, il potere del CSM è stato usato per destituire dalla magistratura l’ex Presidente dell’ANM Luca Palamara. Secondo l’Ue, tale istituzione violava il principio di indipendenza della magistratura dal potere esecutivo. Secondo la Polonia, al contrario, è una manifestazione del potere di autogoverno dei giudici.

La sentenza è stata accolta con irritazione dalla Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen; ma non è troppo dissimile con quanto dichiarato in passato anche dalla Corte costituzionale tedesca. Il supremo tribunale di Karlsruhe ha più volte sentenziato che le normative europee sono soggette al controllo di legittimità costituzionale quando intaccano interessi fondamentali degli Stati membri.