Chi non abbia seguito la manifestazione a Roma contro il green pass, potrebbe credere ad una situazione sfuggita di mano, causa qualche facinoroso infiltratosi nella piazza. Avveniva così negli anni 70 del secolo scorso.
Gli studenti indicevano una manifestazione di pacifica protesta e si ritrovavano dentro l’Autonomia. Non è il caso di ieri, dove i facinorosi erano gli organizzatori stessi succedutosi via via dagli interventi sul palco di Piazza del popolo. Gli esiti concreti di tanto concionare si sono visti immediatamente con l’assalto ad un furgono della polizia.

Ci si potrebbe chiedere come mai viene autorizzata una manifestazione nazionale di protesta contro un provvedimento del governo con diverse migliaia di persone che si ritrovano accalcate, senza mascherine, presumibilmente non vaccinate, nel pieno centro della città.
Per autorizzare un evento di questo genere occorreva che il governo richiedesse il green pass, così come lo richiede negli stadi e soprattutto fissare un limite alla capienza dentro il catino di Piazza del popolo che era stracolmo.
Ovviamente può essere che pretendere il green pass ad una manifestazione contro il green pass, apparisse provocatorio, ma le leggi anti assembramento valgono per tutti oppure non valgono per nessuno, questo è il primo punto in discussione.
L’istituto di Sanità avrebbe dovuto dichiarare pericolosa per la salute pubblica una simile manifestazione incontrollata e molto più affollata di quanto pure si era già visto nella capitale. E’ vero che oggi la situazione pandemica generale appare rosea, ma perché mai rischiare una ripresa dei contagi?
In ogni caso sul governo è evidentemente prevalso il sentimento democratico, e ce ne compiacciamo, della libera espressione del dissenso. Non saremo certo da questo giornale a criticare il governo per questo.
Se i no vax ed i no green pass vogliono infettarsi fra loro vicendevolmente, pazienza, anzi, il problema che ci riguarda è un altro.

Il ministro Lamorgese, poco più di un anno di fa, era quello che emetteva circolari in cui i bambini non potevano allontanarsi dall’abitazione per una distanza di duecento metri e con un solo genitore. Era il ministro che aveva imposto la stessa impossibilità di circolazione per tutti i cittadini italiani. Lamorgese è il ministro del coprifuoco. Perché lasciare allora scorrazzare liberamente, senza restrizioni di sorta, la folla di ieri dopo la manifestazione?

Una simile manifestazione per le norme di sicurezza sanitaria, non si sarebbe dovuta fare. Dal momento in cui la si è fatta per i toni assunti di incitamento alla violenza si sarebbe dovuta sospendere. Se si è disposti a comprendere che il governo non dispone di un Bava Beccaris per la bisogna, per lo meno occorreva impedire il corteo successivo nel centro di Roma.
A mal partito, era meglio concentrare gli episodi di violenza in uno scontro in piazza del Popolo, dispiace per i bar Rosati e Canova, che consentire l’attacco squadristico alla sede della Cgil.

Questa è una responsabilità molto grave del ministro Lamorgese, che non ha preso in considerazione i rischi che si correvano, non ha saputo prevenirli, meno che mai ha saputo affrontarli, come non sa ancora misurarne, ora che si sono consumati, il valore simbolico più del danno sociale.
Lo sapesse, avrebbe presentato già le sue dimissioni al governo e visto i precedenti, sarebbe stato pure tempo.