Ciò che è avvenuto a Roma col tentativo di assalto  a Palazzo Chigi e poi con l’attacco e il vandalismo alla sede della CGIL sono espressioni di un clima di violenza inaccettabile in un regime democratico. L’estremismo fascista di Roma che si scontra con la polizia o l’estremismo anarchico e dei centri sociali dimostrano chiaramente che esistono forze nuove e vecchie che sono allevate con la compiacenza di un sistema politico maggioritario che non solo tollera, ma si serve dell’ estremismo per  alimentarsi.

E’ paradossale che negli anni settanta, gli anni di piombo, si costituisse un governo di unità nazionale per sconfiggere il terrorismo e che oggi, con un governo di unità nazionale nato per vincere crisi economica e pandemia si possano sviluppare iniziative eversive. Allora fuori dal governo c’era il Movimento Sociale Italiano, oggi c’è FDI erede di quel partito che strumentalizza ogni atto per accaparrarsi ogni voto di protesta, e non solo visto le inchieste giudiziarie in atto.

La corsa al voto di chiunque, pur di raggiungere il potere in uno schema bipolare è il vero cancro della democrazia italiana. E’ quel putridume in cui rimestano social media, talk show, giornalisti di parte, analisi di intellettuali organici. La politica dei valori, del governo dell’interesse generale è stata messa in soffitta in nome della demagogia, della conquista di un voto molte volte corporativo, molte volte di protesta. Si sono trasformati in eroi, non i servitori dello Stato, i medici, i professori, i poliziotti che fanno il loro dovere rispettando le leggi, ma la poliziotta no vax, la professoressa che non si vaccina, il medico di base che non consiglia ai suoi pazienti di vaccinarsi. Si costruiscono talk show giornalieri dove i giornalisti, meglio giornalai di turno, sono ostili al governo, non danno dati oggettivi, fanno diventare idoli i trasgressori delle leggi che invece, andrebbero severamente puniti. Trasformano in eroi il sindaco di Riace condannato a 13 anni per reati gravissimi, lo inquadrano alle marce, lo intervistano in prima serata come un modello di solidarietà. Non importa ciò che un tribunale ha sentenziato, lo invitano ai talk show e invitano anche qualche magistrato a commentare la sentenza senza averla letta. Le manifestazioni dei no vax sono legittime se rispettose delle regole imposte a tutti in tema di prevenzione, mascherine e distanze, illegittime se non rispettose e non controllate. Ci sono evidenti responsabilità del Ministero degli Interni, soprattutto perchè era evidente che in manifestazioni come quelle si sarebbero infiltrati movimenti violenti come Forza Nuova a Roma e movimento anarchici e dei centri sociali a Milano e Bologna e perciò occorreva provvedere con forze adeguate o non consentire queste manifestazioni.

L’assalto alla CGIL è emblematico della matrice neofascista; chi arringava la folla dicendo ”oggi ci prendiamo Roma” era in delirio da marcia su Roma fascista, chi sceglieva la sede del governo e poi si dirigeva verso il sindacato della CGIL ricordava le distruzioni delle camere del lavoro del regime fascista.

Non possono esserci margini di ambiguità nel denunciare le violenze, nel richiedere la condanna durissima dei responsabili, alcuni dei quali recidivi e colpiti da DASPO, ma dovrebbero anche indurre i giornali ed i mass media a smetterla di giocare col fuoco soffiando sulle proteste.

Non è a caso che fra i manifestanti ci fosse anche “l’eroe di IO APRO” quel ristoratore che apriva in tempo di lockdown coccolato da tutte le televisioni. Nemmeno è accettabile che la Meloni condanni le violenze, ma non ne riconosca le matrici, nonostante gli arresti, nonostante i saluti romani. Nemmeno è accettabile che un direttore di giornale dica a Piazza Pulita che costoro sono violenti delinquenti che assaltando la CGIL hanno dato ossigeno a un sindacato morto da anni. Non è tollerabile sul piano democratico che nel momento in cui un’organizzazione di 5 milioni di aderenti subisce un attacco fascista la si dipinga come morta nella sua funzione sociale e politica, perché è solo una provocazione che tutto sommato sminuisce al ruolo di cretinetti l’attacco che invece fa parte di un disegno teso a sviluppare un clima da sviluppo degli estremismi. Funzionale allo schema destra sinistra che prevale nel paese, che è la causa dei suoi mali e della crisi che Draghi sta battendo e che dimostra come gli estremismi populisti o sovranisti che egemonizzano il bipolarismo sono il vero problema politico dell’ Italia.

Banalizzare non serve,  non procedere celermente alla modifica del sistema elettorale in senso proporzionale significa non capire che il clima di violenza da qui alle elezioni crescerà di intensità. Non ha senso chiedere che il Parlamento sciolga Forza Nuova, lo deve fare la magistratura sulla base di fatti dimostrati, i loro capi erano fra coloro che incitavano, attaccavano le forze dell’ordine e distruggevano la sede della CGIL. La stessa cosa per gli anarchici milanesi arrestati. La democrazia non può essere lassismo, la Repubblica vive sul giudizio democratico del popolo in libere elezioni, non per la violazione delle sue leggi o le manifestazioni di violenza sulle piazze.

Le elezioni e la sovranità popolare si esercitano qualora in Parlamento non esistano maggioranze in grado di governare, e soprattutto è bene che si smetta di far credere che il popolo elegge i governi, il popolo elegge i parlamentari che poi, eleggono un governo sulla base di un programma presentato da un incaricato del Presidente della Repubblica. Le coalizioni in una repubblica parlamentare si fanno dopo le elezioni, non prima, perché se si fanno prima e non raggiungono  la maggioranza tradiscono il mandato popolare, come è avvenuto col Conte 1 e 2. Occorre proseguire col governo Draghi fino alla scadenza della legislatura ed è ora di finirla con l’ambiguità di stare dentro al governo e di criticarlo per il timore che la Meloni prenda un voto in più della Lega. Occorre costruire una forza di centro liberaldemocratica, repubblicana autonoma da destra e da sinistra che costituisca l’asse di equilibrio della governabilità. Non una forza di interdizione del potere che si vende al miglior offerente o il luogo di tutti i compromessi clientelari e corporativi, ma il centro, come diceva Spadolini, come momento di governo dell’interesse generale, del compromesso utile al paese, della solidità democratica, della fedeltà ai valori della Repubblica, ancorato all’Europa solidale e politicamente federale e politica, che si riconosce nei valori occidentali. Un centro che diventasse una costola del PD per sottrarlo alla deriva verso i 5S non solo non servirebbe a nulla, ma in breve diventerebbe una corrente del PD premiata con l’elemosina di prebende e poltrone.

Ogni partito deve modificare la propria azione politica, non si può stabilire a priori la centralità del PD cui ruotano attorno gli altri. Il PD se la deve guadagnare, non serve identificarsi nella politica di Draghi rivendicandone l’eredità, perché il merito del governo è di tutti quelli che lo compongono, il PD deve presentare la sua faccia con programmi, non rivendicando il ruolo esclusivo  di antifascista in Repubblica, di partito che sta sempre al governo per diritto divino o perché nel sistema maggioritario spaventano i sovranisti, ma ci si sta al governo insieme, o i populismi dei 5 S e poi si governa con loro e li si giudica indispensabili per assorbirli.

La destra deve dare una versione moderata se vuole governare il paese, europea, altrimenti sarà sempre isolata e minoritaria. Salvini e la Meloni sono leaderini con voti che non spenderanno mai. La Meloni antieuropea ed anti governo, come potrà garantire la UE, che ci ha dato 200 miliardi di solidarietà, col suo voto contrario a tutti gli atti del governo Draghi, il vero garante nei confronti della UE? O si rimangia tutto e allora tradisce gli elettori o ci fa ripiombare in mezzo a una crisi da cui si sta uscendo. Salvini di lotta e di governo non solo non è credibile, ma ha stufato anche quel ceto medio che adesso vuole governo non proteste. Possiamo costruire il centro vero della politica italiana, ma occorre superare personalismi, velleità  ideologiche. Dando vita alla versione liberaldemocratica europea in Italia, ogni partito rimane tale e fa attività politica e culturale, ma alle elezioni il simbolo comune diventa quello della casa comune liberaldemocratica e repubblicana, una terza forza che può governare con tutti sulla base di contenuti programmatici, ma che si presenta alle elezioni autonoma e unita.