Con Crisanti ad Alzano, la Lombardia avrebbe avuto i decessi del Veneto. Il che non significa che il metodo usato a Vo con successo per un migliaio di abitanti, si potesse estendere ad un paese di sessanta milioni di persone ad alta e spesso degradata urbanizzazione, come si è preteso di fare.
Se i nostri scienziati avessero seguito la mortalità in Giappone nel primo anno di pandemia, si sarebbero accorti che una popolazione più numerosa di noi e altrettanto vecchia, ha avuto 8 mila morti quando noi ne abbiamo avuti centomila. E non perché i giapponesi sono disciplinati più di noi, ma perché hanno due milioni di disoccupati contro i nostri dieci e tutti i lavoratori abitano prevalentemente in mono o bilocali. Non c’è il rischio di ritrovarsi in un appartamento di cinquanta metri quadrati con i nonni e il cugino che ha perso il lavoro in Giappone, magari sul pianerottolo di altre tre famiglie nelle stesse condizioni.
Una migliore conoscenza della società italiana avrebbe consigliato tanti professori a riflettere prima di parlare. Soprattutto se la loro principale occupazione è l’infettivologia.
Per anni non si era mai sentito cosa avesse da dire un infettivologo, quando adesso lo si invita persino alle feste di Liberi ed Uguali come star della serata.
Non che si chieda loro di rinunciare al libero diritto di esprimersi, ci mancherebbe. Se però le loro squisite opinioni venissero ridimensionate ad un consesso scientifico ci se ne gioverebbe. Se il professor Crisanti avesse detto in un simposio accademico, invece che alle agenzie di stampa, che ci vogliono vent’anni per avere un vaccino poi inoculatosi davanti alle telecamere, i “no vax” non avrebbero visto in lui il loro profeta. Non contento, il professor Crisanti ha detto l’altro ieri che i dati dell’Iss sulle infezioni, trasmessi in questi settimane non corrispondono al numero dei morti, sono troppo pochi, ci sarebbe “una discrepanza”. Cosa vorrebbe suggerire il professore, forse che all’Iss, sono degli incompetenti?
Se all’Iss sbagliano i dati oggi, potrebbero averli sbagliati anche ieri e di conseguenza l’idea della pandemia che si svolge in Italia è completamente alterata dalla cattiva lettura fatta quotidianamente dall’Iss.
Se invece Crisanti intendesse accusare l’Iss di alterare sua sponte i dati per qualche finalità riposta, comunque non scientifica, bene, le dichiarazioni servono a poco, si rivolga ad un tribunale. Poi vi sarebbe una considerazione ulteriore, che nell’ambito di un libero dibattito non bisogna mai escludere, ovvero che Crisanti, con tutta la sua alta dottrina, prenda una cantonata e finisca con il dire semplici baggianate.