I no green pass sono gli stessi che cantavano sui balconi, quando il governo Conte li aveva chiusi in casa. Ora che possono uscire hanno scoperto la Costituzione repubblicana e si chiedono, perché mai dovremmo essere sottoposti ad un procedimento sanitario? Saremo pur liberi come cittadini di farlo o meno e noi non vogliamo farlo.
Sono talmente convinti di questo loro assunto che si permettono di tutto, dall’assalto alla Cgil agli insulti a Liliana Segre, fino al blocco dei porti, a dire il vero l’unica cosa a non aver funzionato. I lavoratori vaccinati e con il certificato verde sono stati sufficienti a tenerli aperti.
Ciascuno è libero di sottoporsi, o non sottoporsi ad un trattamento sanitario, per cui un governo autenticamente repubblicano e costituzionale non dispone mai l’obbligo di una cura.
Quando presi da accesso di bile, i no green pass, si mettono a chiedere l’obbligo vaccinale come prova della mancata scientificità dell’azione del governo, dimostrano semplicemente di non comprendere la Costituzione che brandiscono come una clava.
E’ vero invece che il governo per Costituzione ha un obbligo di tutela della salute pubblica. Come si tutela la salute pubblica con un virus dove il 90 per cento dei contraenti non manifesta sintomi e ciononostante può trasmetterlo sintomaticamente, e magari letalmente per il restante dieci per cento della popolazione? Il governo Conte preso, poveretto, alla sprovvista disse, chiudiamoci tutti in casa. Ottima soluzione temporanea, non fosse che i dieci milioni di disoccupati in Italia la casa non ce l’hanno e come i sottooccupati vivono con i parenti e magari la distanza, l’isolamento, le norme igieniche, non riescono a rispettarle. Un ministro di Conte voleva mandare la polizia nelle case, il parlamento fece prima a mandare a casa il governo Conte.
Il governo Draghi si è buttato sull’unica arma prodotta dalla scienza, il vaccino. L’isolamento è infatti solo il prodotto del sistema carcerario statunitense del primo ottocento, quando in Europa le carceri erano in comune ed affollate come le abitazioni della periferia delle città di oggi.
Il vaccino è sperimentale, la scienza non è mica la fenomenologia dello Spirito, è solo uno studio dell’esperienza. Ed il vaccino, come si vede dai dati sull’epidemia in maniera incontrovertibile, checché ne pensi il professor Crisanti, aiuta. Tutti i paesi che l’hanno adottato hanno ripristinato la normalità limitando i casi gravi, non necessariamente le infezioni, e i morti. Se vi sono recrudescenze, come accade in Inghilterra, bisogna rifare il vaccino che si confronta con le varianti. E’ vera l’ipotesi di scuola per cui non ci si vaccina durante le pandemie, non fosse che non ci si può nemmeno vaccinare quando si è tutti morti. Bisogna perfezionare e somministrare i vaccini fino a quando la curva dei contagi sarà piatta. Non siamo così lontani da questo obiettivo, per lo meno in occidente. La ragione per cui si vuole coprire almeno il 90 per cento della popolazione di ogni paese, quando senza la presenza di una pandemia, la vaccinazione potrebbe essere sufficiente per il settanta, sessantacinque per cento.
Tutto questo processo il governo italiano ha scelto di regolarlo con il green pass, se ne può discutere, ma è nel suo pieno diritto, visto che ancora sussiste lo stato di emergenza ed il governo attuale dispone di una maggioranza sufficiente a fronteggiarla. L’ operato del governo è pienamene fondato sul diritto perché chiunque può essere vaccinato. Chi non vuole esserlo può sottoporsi ad un tampone, e chi non vuole né il vaccino, né il tampone, resta a casa, come al tempo del governo Conte. Se non era incostituzionale essere ridotti a cantare sul balcone, perché mai dovrebbe esserlo il green pass che ti consente di scendere in piazza?
Si può sempre contestare tutto quello che si vuole, ma almeno una qualche coerenza dovremmo pretenderla in tutto lo sciocchezzario quotidiano a cui ci sottopone il movimento no green pass.