Fra qualche settimana in libreria il nuovo Almanacco Repubblicano dedicato alla Massoneria e pubblicato dal Gruppo Editoriale Bonanno. Con Mauro Cascio e Michele Polini, Vittorio Sgarbi, Alessandro Cecchi Paone, Giancarlo Germanà, Francesco Coniglione, Luca Delli Santi, Marino Freschi, Giancarlo Elia Valori, Giacomo Fornari, Alessandro Meluzzi, Marco Rocchi, Claudio Bonvecchio, Michele Marzulli, Gustavo Raffi, Bepi Pezzulli, Dario Vergassola, Sabrina Conti. Nota introduttiva di Corrado De Rinaldis Saponaro. «La Massoneria è un’istituzione universale quanto l’Umanità ed antica quanto la memoria», scriveva Giovanni Bovio. «Essa ha le sue primavere periodiche, perché da una parte custodisce le tradizioni ed il rito che la legano ai secoli, dall’altra si mette all’avanguardia di ogni pensiero e cammina con la giovinezza del mondo. La Massoneria vuole libere le nazioni, una l’umanità, elevate a dignità umana le classi diseredate, dominatrice degli intelletti la scienza, non occhio di prete tra l’uomo e la coscienza».

C’è un massone, Paolo Paschetto, dietro l’emblema della Repubblica Italiana. Al centro una stella a cinque punte bianca bordata di rosso, a richiamare la Stella di Venere che brilla a Occidente e che ha guidato Enea verso le coste italiane (un riferimento anche a Pitagora), su di una ruota d’acciaio dentata (a identificare il lavoro), tra un ramo di ulivo (simbolo di pace) e un ramo di quercia (simbolo di forza). 

In realtà c’è la Massoneria dietro tanti momenti salienti della storia italiana. Possiamo dire quasi tutto il Pantheon dei nostri Maestri. Pensiamo a Saffi, Armellini, Cattaneo e poi Garibaldi (che del Grande Oriente d’Italia sarà anche Gran Maestro), e la crema del mondo politico, culturale fino all’avvento del Fascismo. C’è un dibattito ancora aperto sull’appartenenza di Giuseppe Mazzini, ne è convinto lo storico Massimo Della Campa (e con lui anche Indro Montanelli). In assenza di prove documentarie tutto si può dire, quel che è certo è che nelle logge per tutto il Novecento si è professato il culto laico dell’apostolo della libertà, rappresentante dei più alti ideali della nazione e di un’etica di valore universale. Furono massoni i mazziniani dei primi decenni dall’Unità, fino ad Ernesto Nathan, forse il più mazziniano tra i mazziniani se così possiamo dire. Fu lui a volere l’Edizione Nazionale delle sue opere. La sua idea di dovere come garanzia di libertà (e di diritti pretesi come caratteristica di un eterno stato di conflittualità tra gli uomini), dovere nei confronti dell’Umanità, della Patria, della Famiglia e di se stessi ha influenzato persino il Testamento massonico che il candidato redige oggi nel Gabinetto di Riflessione prima della sua ricezione in Loggia. E i valori di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza che i Templi hanno bene in evidenza negli Orienti. Come a dire: ecco i valori che nascono e che si devono diffondere nel mondo. La Tolleranza, insieme alla diffusione della Luce. Perché la Massoneria non ha la Verità, ma, in questo illuministica, la luce per cercarla.

E sono massoni, dobbiamo ricordarlo, Meuccio Ruini, con molti amici della Costituente e tanti, tantissimi repubblicani. Come dimenticare per esempio Lando Conti, l’amatissimo sindaco di Firenze, repubblicano, massone, trucidato dalle Brigate Rosse? Oggi dobbiamo recuperare questa grande tradizione. Criticarla, se e quando occorre, ma difenderla dagli attacchi gratuiti. La Massoneria, almeno dal capostipite di tutti i complotti, quello giudaico-massonico dei Protocolli dei Savi di Sion, è la regina delle fake-news, un classico del lessico di populisti e squilibrati, che arriva a coinvolgere qualche volta persino Rettiliani e Cerchi del Grano. Questa iniziativa vuole fare chiarezza sull’argomento, senza la scorrettezza, oggi imperante, di chi prima ti butta fango e poi ti dice: «Toh, ti sei sporcato».

L’Almanacco Repubblicano, curato da Mauro Cascio, è stato fondato nel 1922 da Giovanni Conti, sull’esempio del volume curato dal 1833 al 1842 da Pietro Thouar, educatore e pubblicista, che trasformò per primo gli Almanacchi da semplici ‘lunari’ e calendari in strumenti di formazione civile e popolare, in linea con la tradizione mazziniana. Cascio, dopo il successo di Davanti alla fine del mondo, il suo libro che ha ispirato il cantautore Roberto Kunstler, ha recentemente proposto in libreria, per Mimesis, la prima edizione italiana de Introduzione alla filosofia di Hegel di Augusto Vera.

Per prenotare la copia: 348.0356114