Si potrebbe facilmente derubricare certe discussioni all’interno del Consiglio dei ministri come inevitabili in una maggioranza composita, anche quando è costretto ad intervenire direttamente il presidente del Consiglio. Quella fra Franceschini e Draghi che si legge sui giornali oggi, rientrerebbe in questa logica. Non fosse che la misura pretesa dal ministro alla Cultura, volta ad appositi fondi per la ristrutturazione delle facciate delle case, rivela tutta la mentalità di spesa del precedente governo, dove, come diceva il ministro Azzolina, ai soldi pensava Arcuri.

Non vorremmo che favoleggiando i prossimi finanziamenti europei, la nuova maggioranza sia convinta come la precedente di poter lasciar dilagare il debito pubblico a dismisura. Il rischio che correrebbe è di dover restituire i fondi europei prima ancora di averli impiegati. Le prime scadenze sono già fissate per il prossimo anno. Per questa ragione il governo Draghi non può permettersi di comportarsi come il governo Conte, nemmeno volendo.

Procura un notevole sollievo sapere che Enrico Letta, il cui partito si sente il trionfatore della recente tornata amministrativa, abbia rassicurato che tale successo sia destinato a rafforzare il governo. Perché certi ministri del Pd, imbaldanziti dal risultato delle urne, sembrerebbero sicuri di poter aumentare tranquillamente le loro pretese. E pure questo è il momento di rendersi conto che l’incarico a Draghi ha una prospettiva complessa e strategica, non solo funzionale ad indirizzare la spesa, ma anche a gestire i risparmi.

Finché si tratta di dare soldi per gli investimenti, la maggioranza si allarga volentieri quasi all’infinito, appena devi riformulare le spese, come pure è necessario, questa potrebbe volatilizzarsi.
Il reddito di cittadinanza, quota cento, vanno ripensate necessariamente daccapo, per usare ancora un eufemismo, e non solo quelle. A quel punto vedremo quanto forte sia la tentazione di giubilare Draghi al Quirinale e della resistenza di coloro convinti, invece, che il presidente del Consiglio debba rimanere in carica almeno fino al termine della legislatura. Magari anche per impostare la prossima.