La Nazione dell’Islam (Nation of Islam o NoI) riveste una grande importanza per numerosi afroamericani come testa di ponte per passare dal Cristianesimo all’Islam normativo (cioè la religione globale risalente al VII secolo). Nonostante il suo nome, la NoI presenta solo una leggera sovrapposizione con l’Islam normativo, soprattutto come praticato sotto il suo leader di lunga data, Elijah Muhammad (1897-1975). L’organizzazione islamica ha sviluppato alcuni concetti creativi quasi completamente estranei a quelli dell’Islam normativo, come ad esempio  “neri”, “diavoli dagli occhi azzurri”, e uno straordinario insieme di regole su una corretta alimentazione.

Tali regole hanno avuto verosimilmente origine in forma vaga con il fondatore della NoI, il misterioso W.D. Fard (1877-1934), che ha vietato di mangiare maiale e altri “animali velenosi” come anatra, oca, opossum e pesce gatto. In un libro in due volumi, intitolato From God in Person. Master Fard Muhammad. How to Eat to Live (1967-1972), Elijah Muhammad ha poi ampliato queste basi, aggiungendo molte altre regole, scoraggiando o vietando il consumo di una vasta gamma di cibi, attribuendo tutte queste prescrizioni a Fard, che chiamava “Allah”.

Secondo Elijah Muhammad, il maiale, che viene da un altro pianeta, è così velenoso che anche un musulmano che muore di fame non deve mangiarlo: anzi, è addirittura vietato limitarsi ad inalare il suo odore. Tra gli altri cibi di cui “Allah” scoraggia o proibisce il consumo ci sono tutti gli animali che pesano più di 22 kg, ossia la maggior parte dei mammiferi e alcuni pesci. Inoltre, è bandita tutta la selvaggina, così come gli animali domestici, i cibi grassi e tutti i volatili, tranne i piccioni, nonché la maggior parte della carne macinata. Elijah Muhammad ha scartato il consumo di altri animali come le tartarughe, le uova di tartaruga, le zampe di rana, le ostriche, i granchi, le vongole, le lumache, i gamberi, le anguille e della maggior parte dei tipi di sardine. Se si mangia carne, meglio che sia kosher. Meglio ancora, occorre “essere vegetariani”.

Il leader della NoI ha biasimato le patate dolci, le patate bianche, il riso, la pasta, la semola, il mais integrale e i popcorn. Banditi tutti i piselli, se non quelli dolci; niente cavoli, cavoletti, insalata di rape, verdure crude, legumi a foglia, fagioli grandi e soia. Un pasto a base di  frutta secca riduce la vita di cinque anni. Occorre evitare di assumere pane di mais, così come pasticcini, biscotti con o senza glassa acquistati in negozio, e anche la margarina.

Evitare anche di consumare i cibi fritti, perché quelli al forno sono migliori. Niente frutta cotta e uva passa trattata. Inoltre, occorre non mangiare verdure crude (tranne un po’ di insalata) e bisogna cuocere bene il cibo. Al bando i formaggi, tranne quelli cremosi. Il cibo in scatola è inammissibile, a differenza di quello in barattolo che si può assumere. Da eliminare il fluoro, le spezie o il sale, ad eccezione del sale kosher. Evitare le bibite gassate. Niente spuntini! L’alcol e il tabacco danneggiano gli organi riproduttivi maschili, ma l’alcol, se consumato con moderazione, provoca solo danni modesti per lungo tempo.

Questo regime alimentare non lascia molta scelta ai membri della NoI: i fagioli tondini sono “uno dei cibi migliori”, da consumare da soli o con latte e pane integrale o di segale. Questi alimenti, afferma Elijah Muhammad, “da soli ci manterranno in vita per un tempo indefinito”. Ma occorre “non mangiare mai pane fresco”: Muhammad insiste sul consumo di pane raffermo e ammuffito (“che sia almeno di un giorno o due”), e preferibilmente con l’impasto cotto due, tre o quattro volte. Bisogna masticare bene, mangiare lentamente, digerire completamente.

Inoltre, in riferimento alla regola alimentare in base alla quale “meno si mangia, più a lungo si vive”, il leader della Nazione dell’Islam ha invitato i seguaci a consumare un solo pasto al giorno, preferibilmente tra le 16 e le 18. Ma la regola più drastica di tutte, che porta alla mente una dieta da campo di concentramento, è quella raccomandata da Elijah Muhammad di mangiare solo una volta ogni due, tre o anche sette giorni. I bambini, tuttavia, possono mangiare due volte al giorno. La dieta sbagliata fa anche sembrare una persona vecchia e indurla a comportarsi male.

Molte malattie possono essere curate astenendosi dal consumo di cibo: “Il digiuno è uno dei più grandi ‘medici’ che abbiamo”, ha scritto . “Non vi ammalereste mai, consumando un pasto ogni tre giorni”. Il digiuno aiuta anche spiritualmente. Muhammad esigeva che le donne che facevano parte della NoI venissero pesate due volte al mese e multate di un penny per ogni chilo di peso eccessivo. Se i membri della Nazione dell’Islam seguissero questo consiglio, potrebbero vivere mille anni, come facevano una volta in un’era di tanto tempo fa.

Nonostante questa drastica dieta ideale, Elijah Muhammad si rese pienamente conto che i suoi seguaci avrebbero consumato altro, oltre al latte e al pane raffermo; anzi, confessò che lui stesso “avrebbe fatto lo sciocco a volte” e si sarebbe concesso anche cibi sbagliati. Per evitare questo, la NoI ha soddisfatto le esigenze dei membri entrando nel settore alimentare, sia all’ingrosso (producendo merlango surgelato e lattine di “sardine musulmane importate”) sia al dettaglio (aprendo Your Black Muslim Bakeries, Shabazz Bakeries, Muhammad’s Fish House No. 1, e i ristoranti fast-food Steak and Take). La NoI ha perfino venduto i suoi cibi caratteristici, in particolare la torta di fagioli Shabazz.

Queste restrizioni iniziarono ad essere accantonate dopo la morte di Elijah Muhammad nel 1975, quando la Nazione dell’Islam si mosse timidamente verso pratiche islamiche normative. Nel segno dei tempi, nel 1995, venne aperto a Chicago l’elegante Salaam Restaurant, un’istituzione che ha lottato per mantenere saldi i principi della NoI. Come rilevato da un articolo pubblicato nel 1996 dal  Chicago Tribune, nonostante le promesse “che il Salaam avrebbe rispettato le prescrizioni alimentari della Nation of Islam contro i cibi in scatola e premiscelati, la dispensa del ristorante era rifornita di confezioni di purè di patate istantaneo, ripieni di torta preconfezionati, frutta e legumi in scatola e di condimenti per insalata”.

Tuttavia, le prescrizioni alimentari di Elijah Muhammad rimangono vive. Ad esempio, nell’ottobre 2019, il settimanale della NoI, Final Call, ha ristampato uno dei suoi editoriali titolato  “Cibi da evitare”, con un monito: “Se potessimo consumare un pasto a settimana, potremmo vivere quanto Matusalemme”.

 

Traduzione di Angelita La Spada

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Storico, politologo, commentatore e analista politico, specialista di Islam e Medio Oriente. Fondatore e attualmente presidente del Middle East Forum. Ha insegnato all’Università di Chicago, alla Harvard University, alla Pepperdine University e all’U.S. Naval War College. Ha ricoperto diversi incarichi presso il Dipartimento di Stato e presso quello della Difesa, ed è stato vice-presidente della Commissione Fulbright. Nel 2003, il presidente George Bush lo ha nominato membro dell’United State Institute of Peace (USIP), un’organizzazione no-partisan nata per iniziativa del Congresso allo scopo di “prevenire e mitigare i conflitti internazionali senza ricorrere all’uso della violenza”. Il suo sito web, DanielPipes.org, con un archivio dei suoi articoli e delle apparizioni nei media, ha registrato 70 milioni di pagine visitate fin dal suo esordio, nel 2000. Più di 11.000 traduzioni dei suoi scritti sono state pubblicate in 37 lingue. È autore di sedici libri.