Vi sarebbe bisogno di consultare dei critici letterari per sapere che cosa pensano di due affermazioni rilasciate da Ken Follett in una intervista all’inserto 7 del Corriere della sera venerdì scorso. La prima affermazione asserisce che lui, Follett, farebbe “battere il cuore”, mentre “Proust non ci riesce”. Follett avrebbe potuto dire semmai che Proust non è interessato a far battere il cuore dei suoi lettori e questa sarebbe stata una lecita interpretazione di Proust da parte di un autore contemporaneo. Invece con la frase che si legge, sempre che la traduzione e la trascrizione del collega del Corriere sia corretta, Follett sostiene di conoscere la reazione sensibile dei lettori di Proust, che di sicuro non sono tanti quanti sono i lettori dei romanzi di Follett, ma nel corso di un secolo saranno pur stati almeno qualche milione. Proust non avrà la fama di Follett, ma insomma anche lui qualche libro lo ha venduto. Possibile che tutti i lettori di Proust abbiano la stessa sensibilità, lo stesso cuore di Ken Follett, e quindi il suo stesso modo di giudicare e sentire quello che leggono?
Sarebbe più facile credere che il lettore di Follett non legga Proust e viceversa, che ciascun lettore dei due autori possegga insomma un battito cardiaco molto diverso.

Il secondo argomento che bisognerebbe sottoporre ai critici letterari appare ancora più formidabile del precedente. Follett sostiene che i sette volumi che compongono “la Recherche”, dalle duecento alle trecento pagine ciascuno, si possono riassumere tutti insieme in quindici secondi, poiché nel celebre romanzo di Proust “non succede mai nulla”. Allora, non ci sarebbe stato miglior modo per dimostrare la virtù ed il talento di Follett che fornire questo riassunto di quindici secondi dell’opera principale di Proust, possibilmente per iscritto. Follett che ha venduto decine di milioni di libri, avrebbe subito sfornato un nuovo best seller, “Quindici secondi per riassumere Proust”, una dozzina di righe che avrebbe voluto conoscere tutto il mondo. Temiamo che non vedremo mai un simile capolavoro.

Per il resto abbiamo davvero faticato, da ignoranti di belle lettere come siamo, a comprendere questo paragone indiretto fra due autori così lontani e così a naso, piuttosto diversi. Sarebbe stato poi interessantissimo avere il giudizio di Proust sull’opera di Follett, non sulle pulsioni del cuore dei lettori, perché di sicuro Proust, conosceva a stento solo il battito del suo, ma sui secondi che sarebbero stati necessari per riassumere tutte le avventure dei protagonisti dei mirabolanti romanzi dell’inglese. Purtroppo Proust non ha potuto sicuramente leggere Follett e possiamo immaginare quanto se ne sarebbe doluto. Proust, preoccupato com’era di recuperare il tempo perduto, chissà poi se ci è riuscito, per lo meno non ha perso altro tempo. Quello sarebbe stato davvero irrecuperabile.