Sono più che comprensibili la tensione ed il nervosismo davanti alla ripresa dei contagi. Non mancano nemmeno i profeti di sventura che già annunciano ventimila infetti al giorno e una nuova crisi ospedaliera. Eppure dovrebbe essere abbastanza evidente che il settanta per cento della popolazione vaccinata comporta una difesa verso il virus che un anno fa non c’era. Al netto di coloro che devono farsi e in fretta una terza dose, le possibilità di espansione del virus in Italia rispetto a nazioni che hanno vaccinato meno, la Germania, sono pur sempre limitate. Mentre reazioni estreme come quelle proposte dell’Austria, il lock down per i non vaccinati, sono un po’ difficili da assumere con dimensioni territoriali ed un numero di abitanti più rilevanti. Quanto pensare di imporre il vaccino a chi lo rifiuta, escluso il personale medico o chi opera nel servizio pubblico, significherebbe voler andare a sbattere contro un muro. Abbiamo già dato in regole e restrizioni di ogni genere. Ci manca solo obbligare il privato cittadino che non vuole vaccinarsi a farlo. Al massimo si potrà ritirare il green pass ai non vaccinati rendendo inutile il tampone a questo fine. E magari sarebbe anche opportuno proibire per motivi di salute pubblica le manifestazioni contro il green pass di chi il green pass non ha mai pensato di farlo. Se il ministro degli Interni si fosse posto questo problema, tutti hanno delle regole da rispettare, tranne coloro che le contestano, la situazione di Trieste sarebbe migliore.
All’inizio della pandemia l’Italia ha pensato con una qualche incertezza fatale di imitare la Cina, un regime poliziesco militare, ed ha imposto il lock down. Visto il numero dei morti avuti in proporzione, se l’è cavata meglio la Svezia. Ora che il vaccino ha preso piede potremmo provare a guardare meno ad oriente e più ad occidente. Londra va sostituita a Pechino, anche perché considerati i risultati, noi il lock down non sappiamo nemmeno farlo. Il Giappone ha avuto ottomila morti contro i nostri centomila.
Oggi l’Inghilterra ha raggiunto un alto tasso di vaccinazione e definito una fascia importante di irriducibili. Questi non vaccinati quando si ammaleranno, saranno curati per quello che è possibile. I vaccinati correranno pochi e residui pericoli. La vita continua sulla base delle proprie responsabilità, lo Stato mette a disposizioni gli strumenti e i cittadini scelgono liberamente. Quello inglese è un buon esempio che a noi è mancato. Almeno una volta, in tutta la nostra storia patria, varrebbe la pena di considerarlo. Fortuna vuole che qualcuno si preoccupi dell’involuzione autoritaria dello Stato democratico. Pensare che una pandemia non possa rivelarsi a riguardo molto più pericolosa di una ideologia, è un errore gravissimo che non intendiamo sottovalutare.