Se uno segue l’informazione della televisione italiana cominciando con la programmazione Sky dalle 18.30 al tg3 delle 19, sino alle edizioni dei tg delle 20, sa già a cosa va incontro. Si inizia con il bollettino covid della giornata, le statistiche degli aumenti dei casi, la notizia di quindici terapie intensive in più, il virologo di giornata che ti dice che in questo modo si rischia di compromettere le vacanze di natale, la faccina smunta e livida del ministro Speranza che non ne ha alcuna anche quando tenta di rassicurarci. Dopo di che panoramica sulle vie deserte di Salisburgo, l’Austria è di nuovo in lock down, la conferenza di Angela Merkel che sembra ad un passo dal suicidio e non dalle dimissioni, perché le condizioni della sanità tedesca sono già sotto pressione.
Avessimo avuto una televisione anche nel medioevo, quando si diffondeva la peste, l’informazione non avrebbe potuto essere peggiore di quella che abbiamo oggi. Eppure oggi disponiamo del vaccino, che qualcosa deve pur fare, tanto che questa terribile curva dei contagi che si alza sbatte contro il muro dei vaccinati. In Spagna, i tg non lo dicono, dove la vaccinazione è superiore alla nostra e venti punti percentuali superiore a quella fatta in Germania o in Austria, anche ci sono gli aumenti dei casi di covid, ma le terapie intensive sono occupate sotto il 6 per cento, gli ospedali a molto meno. Se mai un cittadino esasperato volesse spostarsi sui canali satellitari per vedere cosa succede nell’informazione dei paesi anglosassoni, più o meno nello stesso orario a latitudini diverse, scopre che la Cnn fa una mezz’ora di programmazione sul governo talebano e poi per compensare, sulle incisioni dei Beatels, tanto che l’unica notizia sul covid in tutto quell’arco di tempo, dalle 19 alle venti è un flash su una dichiarazione di Fauci che consiglia di accedere alla terza dose di vaccino dopo sei mesi. La strisciata del titolo relativo a Fauci dura tre, quattro secondi e verrà ripetuta venti minuti più tardi in un’ora circa di programmazione. Fox, trasmette l’intero discorso di Biden sulla situazione economica statunitense, non proprio felicissima, e la Bbc si concentra sulla crisi al confine della Polonia con Bielorussia e poi sul caso della tennista cinese di cui si dubita la veridicità dell’ultimo filmato trasmesso.
È incredibile davvero. Esiste un altro mondo fuori dal nostro da un anno impegnato come il diavolo a tormentarsi un orzaiolo che lo infastidice. Anche gli altri diavoli si preoccupano del loro orzaiolo ma continuano lo stesso a vedere dove avviene il male.

Fu il giovane Camille Desmoulins a comprendere meglio di tutti, già nel suo settimanale “Les Révolutions de France ed de Brabant” l’importanza che assumeva l’informazione nella società contemporanea. Se questa fosse stata libera, “lo Zar di tutte le Russie sarebbe stato rovesciato tempo una settimana”, scriveva. È il principale motivo per cui ancora la si vuol tenere occupata.