Lo ha detto bene il premio Nobel Giorgio Parisi: «Va bene la scienza, ma facciamo attenzione all’arroganza degli ‘esperti’, innalzati a detentori di verità assoluta, che alimentano lo scetticismo dei cittadini». Infatti, l’ “ostentazione della sicurezza” e la “pretesa di atti di fede”, ”aboliscono proprio quello che si vorrebbe affermare e cioè la differenza tra medicina e stregoneria”. La scienza non ha certezze, ha ipotesi, teorie. La scienza non è dogma, è confronto tra pari. Non è l’opinione di uno più autorevole degli altri, ma dibattito. La scienza potrà fare, ma non può dire. Eppure a Speranza i dogmi piacciono. Sarà perché nelle sue vene c’è ancora il rosso del comunismo (e nel suo elettorato anche i cattolici, che in quanto a dogma non sono secondi a nessuno). E il Cts rischia di essere l’ambiguità più imbarazzante di un periodo emergenziale (e a qualcuno conviene che lo sia sine die). Infatti cosa hanno percepito i cittadini di questa ostentata sicurezza, a cui bisogna obbedire senza chiedere o senza aver dubbi? Due settimane e torniamo ad abbracciarci, due mesi per abbassare la curva, #andratuttobene, la mascherina non serve, anzi la mascherina serve, chiudiamo a Pasqua (2020) per salvare l’estate, non bisogna abbassare la guardia, in autunno si richiude tutto, ma questa volta per salvare il Natale (2020), no, chiudiamo anche il Natale, ma per salvare la Pasqua (2021), arrivano i vaccini, ma bisogna conservarli a -80, no, si possono conservare a qualsiasi temperatura, basta che non li si mischi, no, si possono anche mischiare, mettiamo in sicurezza i nostri anziani, vacciniamo il 70%, chiudiamo pure la Pasqua (2021) per salvare la campagna vaccinale, Astrazeneca forse è pericoloso, lo ritiriamo, gli altri vanno bene, due dosi e hai l’immunità tutta la vita, serve il 70% dei vaccinati e a fine estate c’è l’immunità di gregge, l’immunità si raggiunge ma i vaccinati devono essere l’80%, zero rischi, cioè nessuna correlazione con morti sospette e miocarditi, però non mi assumo nessuna responsabilità, sì, qualche correlazione c’è ma non è significativa (i casi non vengono segnalati all’Aifa), due dosi non bastano, ci vuole il lasciapassare per muoversi, i tamponi sono efficaci, ci vuole la terza, dopo 12 mesi, anzi 6 mesi, ma i tamponi non sono più affidabili, facciamo tre mesi, quindi il pass dura 9 mesi, Mattarella dice che “i giovani sopportino i rischi” (i rischi? Ma non si era detto che non c’era nessun rischio?), non riusciamo a vaccinare il 90% degli italiani e la colpa è dei no vax (ma non si era detto che dovevamo vaccinare il 70% degli anziani?). Per non parlare dello spettacolo impietoso dei numeri, per cui a un certo punto non è più nemmeno chiaro quanti siano morti ‘di’ coronavirus e quanti ‘con’ coronavirus, che non è proprio un dettaglio da niente.

Poi i cittadini fanno anche i conti con i singoli ‘esperti’. E non solo difficilmente trovano due esperti che dicano la stessa cosa ma spesso trovano il singolo esperto in contraddizione, in pochi giorni, con se stesso. Il classico è Burioni, quello dei somari a 365° (rischio zero, è psicosi collettiva, le mascherine sono inutili). Ma c’è anche Ilaria Capua (“pochissimi i casi interumani al di fuori della Cina), la Gismondi (“di Covid non si muore”), Fabrizio Pulvirenti (“è più pericolosa l’influenza”), Pregliasco (“gli asintomatici non trasmettono il virus”).

Le perle di Bassetti: «Protetti con una sola dose», «Il richiamo si farà dopo un anno», «Non fare la terza dose è come non aver fatto neanche le prime due» (due contraddizioni in un uomo solo). Poi Bertolaso fa chiarezza: «Bisogna vaccinarsi ogni tre mesi».

Il concetto di scienza ce lo ha spiegato invece Toti: «Due molecole di idrogeno e una di ossigeno formano l’acqua… questa è la scienza e non si discute». E ha ragione lui. È proprio questo.

Siamo senza speranza. O meglio, Speranza c’è, ma purtroppo con la maiuscola.