Era il poeta Heinrich Heine a scrivere romanticamente nella prima metà dell’800 che quando pensava alla Germania la notte, provava un sentimento di paura. Più o meno lo stesso che manifesta in un’intervista alla stampa italiana il marito del cancelliere Merkel, Johachim Sauer. Chimico quantistico di fama internazionale, Sauer non riesce a darsi una spiegazione di come il popolo tedesco nel suo complesso abbia rifiutato la vaccinazione rimettendo il paese in una situazione di gravosità eccezionale. Discute diversi motivi, dall’ignoranza, alla sbagliata campagna di comunicazione, ma si rende pure conto che proprio parte della comunità scientifica, a cui lui stesso appartiene, si è messa di traverso.
E come se un mistero dividesse il popolo tedesco che ha rifiutato il vaccino al 40 per cento rispetto a quello inglese, quello spagnolo, quello francese e persino quello italiano. Sotto un profilo storiografico i paesi di larga esperienza coloniale, quali sono stati Inghilterra e Francia hanno maturato una inevitabile consuetudine con i vaccini perché obbligati dalle condizioni in cui si trovavano nelle loro escursioni per il globo. Anche se la colonizzazione spagnola è meno recente di quella inglese e francese, evidentemente ha lasciato delle tracce importanti. Se questa fosse una ragione attendibile per comprendere il successo della vaccinazione, l’Italia apparirebbe un miracolo. L’esperienza coloniale italiana è davvero più limitata storicamente e di impatto inferiore alle altre tre. E’ possibile quindi che il successo della campagna vaccinale in Italia abbia due presupposti diversi, la mano salda del nuovo governo che è stata ammirevole, e la paura diffusa nei cittadini. Gli italiani si sentono fragili e bisognosi di cure per lo meno nella loro grande maggioranza. I tedeschi evidentemente no. Il popolo tedesco respira ancora i postumi della convinzione di essere una razza a parte quella che radunava le genti capaci di terrorizzare Roma più di duemila e cento anni fa, quanto il mondo conosciuto gli si sottometteva.
E’ possibile una spiegazione del genere? E’ l’unica che non ha affrontato Sauer, la x sconosciuta che sottende tutto il suo ragionamento. Speriamo di sbagliare.
Vi sarebbe di che preoccuparsi se, sulla base della campagna vaccinale, mai si scoprisse una differenza profonda fra i popoli europei. Alcuni non ritengono necessario sottoporsi alle cure mediche, confidando sulla loro forza naturale, quando altri vi si rimettono disciplinatamente. Un po’ come se sul vecchio continente si instaurasse una differenziazione fra prede e predatori. Vi è solo una particolarità. In questo caso, i predatori sarebbero sterminati.
Lo ha detto bene anche se un po crudamente, il ministro della sanità Spahn che a fine dicembre saranno, vaccinati, guariti o morti.
Anche i nostri concittadini convinti di far parte di una razza diversa o magari, più semplicemente, che si ledono i loro diritti costituzionali, farebbero meglio a rifletterci. La vita è breve e di eterno c’è solo il Walhalla.