La reazione della capitali europee ed occidentali alla scoperta di una nuova mutazione del virus in sud Africa, è stata formidabile e tempestiva. Nemmeno si era ancora vista esattamente come fosse questa nuova forma del virus, in Sudafrica non è ancora molto diffusa e subito sono scattati i blocchi dei voli da quel paese e da quelli limitrofi. Praticamente, poche ore dopo la scoperta della variante, il mondo occidentale aveva alzato tutte le sue difese. E ciononostante, questa mutazione del virus è già stata segnalata in Austria, in Belgio, in Inghilterra e persino in Italia.

Come tutte le mutazioni del medesimo ceppo non riusciamo a capire come potrebbe “bucare” il vaccino, ma pazienza, sicuramente ci verrà spiegato. Quello che invece sappiamo è l’assoluta negligenza a predisporre qualche forma di difesa immediata quanto si seppe della situazione a Wuhan di due anni fa ben più grave nelle sue dimensioni di quella che si è registrata in Sudafrica. Nonostante l’isolamento militare di Wuhan venne decretato a dicembre, il 28 gennaio dell’anno seguente i cinesi atterravano ancora a Milano. Quando venne poi messo il blocco dei voli della Cina, i cinesi che erano in Europa continuavano a spostarsi liberamente. L’Italia, fra tutti i paesi europei, grazie ad un geniale accordo bilaterale del luglio scorso, aveva triplicato i voli da quel paese al nostro.
Ancora ai primi di febbraio, abbiamo appreso dai documenti desecretati del comitato tecnico scientifico del governo, che i i vertici Alitalia venivano convocati e rimproverati per aver applicato una procedura antipandemia ritenuta incostituzionale. Il comitato tecnico scientifico del governo Conte, agiva più come una corte costituzionale dei diritti dell’uomo e del cittadino.

Erano i giorni in cui il ministro Speranza si presentava alla Camera per dire che l’Italia non correva nessun pericolo. che la sua Sanità era la più sicura in Europa, mentre il consigliere del ministro Ricciardi rilasciava interviste, al Sole 24 ore, per dire che se mai il virus fosse arrivato in Italia, cosa piuttosto difficile, era poco meno di una influenza stagionale. Ovviamente il virus era già da noi libero di circolare e lo sarebbe stato fino al marzo seguente, tanto da chiedersi cosa siano servite le misure restrittive del governo di allora, che infatti annoverò nonostante quelle un record impressionante di morti. Oggi invece abbiamo alzato davvero la guardia con sorprendente prontezza e senza sottovalutazioni di sorta, il che è davvero ammirevole. Eppure anche in questo caso il virus era già arrivato. È un virus, mica un elefante. Aggrappiamoci ai vaccini e facciamo meno chiacchiere e sceneggiate.