Vorremmo poter dire e volentieri al senatore Monti, come gli è venuto in mente di mettere in questione la libertà di stampa? Non fosse che leggendo anche noi i giornali ed ascoltando i media tutti i giorni, sulla variante omicron, ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Come è possibile che buchi i vaccini e non li buchi, che sia più contagiosa e anche meno, non pericolosa o pure di più, in una espressione, tutto ed il contrario di tutto e prima ancora che venisse seriamente studiata. Ogni supporto mediatico è parso rivolto ad inseguire la contraddizione quasi cercasse una maggior risalto. Anche i nostri colleghi dei network che continuano a fare amabilmente salotto, si ponessero qualche domanda.
Se siamo in guerra con il covid, bisogna cambiare registro. Se non lo siamo, vada avanti lo show, ma si dica, è solo uno show, non prendeteci sul serio. L’informazione si preoccupa principalmente, a maggior ragione sotto le ondate covid, di fare audience e tutto quello che serve ad aumentarlo fa brodo. Non siamo quindi impegnati in nessuna guerra, siamo nella norma, lo si ammetta. Fingiamo una situazione straordinaria solo per aumentare gli ascolti e magari incrementare il budget pubblicitario. Va benissimo, cambiamo canale vediamo lo sport.

Il professor Monti è una persona seria e come tale non ha chiesto il minculpop, come abbiamo letto, ma solo un po’di coerenza. Per vincere le guerre, le regole democratiche subiscono modifiche profonde a cominciare proprio dall’informazione. Il comitato di salute pubblica che sopprime “Le vieux cordelier”, venne accusato di compiere un misfatto all’alba dell’età contemporanea. Colpì Desmoulins, il primo repubblicano di Francia. Desmoulins era tanto democratico da essersi dimenticato di essere in guerra e criticava liberamente tutti i giorni il governo che chiamava i cittadini a combattere per difendere la Francia. Da qui la chiusura del giornale e la perdita di Desmoulins, ma il comitato di salute pubblica in due mesi vinse la guerra. Da noi due secoli dopo, si è chiuso tutto, tranne le televisioni e la stampa. Guarda caso, queste appena possono stanno li con il ditino alzato a spiegarci che la guerra al covid i governi la perdono. E allora, scusate, cosa combattiamo a fare? Continuiamo lo spettacolo.