I produttori alimentari, le società di servizi e gli esportatori in Norvegia godranno di una spinta pre-natalizia con l’entrata in vigore dei nuovi accordi commerciali Regno Unito-Norvegia.

Gli accordi bilaterali fanno seguito ad un accordo congiunto firmato a luglio con Norvegia, Islanda e Liechtenstein. UK e Norvegia si sono impegnati in un nuovo rapporto economico esteso a servizi e investimenti con tariffe più basse e quote esclusive senza dazi per gli esportatori.

Norme all’avanguardia sul settore digitale significa che l’export può ora beneficiare di un ambiente a burocrazia zero. Documenti elettronici, click agreements e firme digitali significano che le merci possono muoversi attraverso i confini senza oneri di compliance supplementari.

Le aziende britanniche che creano o espandono operazioni in Norvegia possono ora trasferire il personale e le loro famiglie per quattro anni. La Norvegia ha eliminato i requisiti di residenza per gli alti dirigenti e i direttori, il che significa maggiore mobilità per il capitale umano. I viaggiatori d’affari possono anche godere di processi di visto semplificati.

L’accordo fornisce anche garanzie alla fiorente industria FinTech del Regno Unito, consentendo alle imprese innovative FinTech di fornire servizi finanziari in Norvegia.

L’accordo prevede anche l’impegno della Norvegia e dell’UK a raggiungere net zero. L’accordo crea ulteriori opportunità per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro nell’economia verde del Regno Unito, comprese le energie rinnovabili, la navigazione verde e i veicoli elettrici.

Il Segretario di Stato per il Commercio Internazionale, Anne-Marie Trevelyan, ha dichiarato: “Questo accordo sosterrà le imprese in tutti i settori, dalla pesca in Scozia e Grimsby, alle imprese innovative FinTech di Londra. Le norme ambiziose di questo accordo dimostrano esattamente ciò che possiamo raggiungere con una politica commerciale indipendente e aiuterà il programma di levelling up del Regno Unito”.

L’accordo è anzi pensato con il levelling up in mente. Gli esportatori di mangimi per pesci, molti dei quali hanno sede in Scozia, potranno beneficiare delle nuove opportunità di esportare senza dazi in Norvegia. L’industria di trasformazione del pesce – che rappresentava circa 18.000 posti di lavoro in tutto il Regno Unito nel 2020, la maggior parte dei quali sono basati in Scozia, East Yorkshire e Northern Lincolnshire – beneficerà di tariffe zero sulla fornitura di alcuni pesci e frutti di mare, come gamberi e pesce bianco dalla Norvegia. Oltre a mantenere una quota di formaggio senza dazi, ci saranno tariffe significativamente ridotte per gli esportatori in Norvegia di West Country Farmhouse Cheddar, Orkney Scottish Island Cheddar, Traditional Welsh Caerphilly, e Yorkshire Wensleydale cheese.

Altre riduzioni tariffarie e quote aggiuntive sono previste per una varietà di prodotti britannici di alta qualità, tra cui salsicce, uova, maiale, pollame, fragole, patate, grano e carote.

Jonathan Geldart, direttore generale dell’Institute of Directors, ha dichiarato: “Questo accordo di libero scambio apre ampie opportunità per i managers. L’Institute of Directors ha a lungo sostenuto la necessità di continuità dopo la Brexit. Non solo questo accordo aiuta a fornire quella stabilità, ma permetterà alle imprese di promuovere i nostri punti di forza all’estero, in particolare nei servizi, nel commercio digitale e nei servizi finanziari”.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.