Bepi Pezzulli ha commentato le dichiarazioni del 45mo Presidente Usa Donald Trump, in merito alla transizione energetica. Trump ha criticato in particolare l’eccessivo affidamento sull’eolico, una fonte di energia che mostra limiti di efficienza, scarsa continuità e impatto ambientale. Il Direttore de la Voce Repubblicana ha seguito la vicenda nella consueta rubrica Radio Londra per il quotidiano economico Milano Finanza. In calce il pezzo completo.

Donald Trump ha ripreso a fare Donald Trump. Il che significa un misto di colpi di genio e calci negli stanchi; dicendo grandi verità, epperò mescolando io e noi, il grande e il piccolo, l’alto e il basso, il macro e il micro. Il tutto senza attivare il meccanismo necessario a costruire consenso attorno al problema. Intervistato su GB News da Nigel Farage, il Potus 45 ha criticato Boris Johnson, affermando che sulla politica energetica “è scivolato verso il lato liberal“. Trump, in particolare lamenta che la strategia di transizione ecologica britannica è troppo sbilanciata in favore dell’eolico. Il Primo Ministro aveva recentemente ribadito di voler trasformare il Regno Unito in un gigante globale dell’energia eolica, facendo dei parchi eolici un pilastro chiave della sua strategia net zero.  Il Primo Ministro aveva usato un’immagine vivida: “voglio – aveva spiegato – che l’Uk diventi l’Arabia Saudita dell’energia eolica”.  Ma Trump gli ha risposto che i parchi eolici sono “orribili”, “ridicoli” e inclini a “arrugginire, consumarsi e avere un’estetica spettrale”. Trump è in modalità pre-elettorale;  sta valutando di correre per un secondo mandato alla Casa Bianca nel 2024, e per questo si esprime sui grandi temi dell’agenda politica internazionale. Ma poi ha messo nel mirino i parchi eolici che si trovano vicino al suo Trump International Golf Links ad Aberdeen. “L’energia eolica è una cosa pessima per la Scozia – ha detto – Lo vedo perché ho grandi proprietà in Scozia e in Irlanda. E guardo questi magnifici campi con questi osceni mulini a vento sopra”. A modo suo, Trump ha denunciato l’elefante nella stanza. Le economie Usa ed europee fronteggiano una fiammata inflattiva, le Cancellerie internazionali sono alle prese con l’aumento del prezzo del gas, e Vladimir Putin espande l’influenza geopolitica di Gazprom. Nel mentre, i governi subiscono la Vandea ambientalista, turbo-alimentata dall’ideologia ecologista, che contribuisce all’instabilità globale. Le fonti rinnovabili stanno mostrando di avere bassa resa energetica, scarsa resilienza e alto consumo del territorio. Le tecnologie per la produzione di energia rinnovabili sono inoltre dipendenti dall’approvvigionamento di terre rare. E i costi per la transizione vengono scaricati sui contribuenti. Prima o poi, ma meglio prima, questi nodi dovranno essere affrontati, anche in funzione del dossier nucleare, senza aprire guerre ideologiche e campagne di bandiera. Comunque, l’economia Uk continua a correre malgrado inflazione e prezzo dell’energia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il pil britannico cresce del 6,9% per il 2021, il tasso di crescita più elevato tra le economie dei paesi sviluppati. L’Ocse prevede una ripresa della crescita economica globale del 5,6% nel 2021 e del 4,5% nel 2022, prima di stabilizzarsi nuovamente al 3,2% nel 2023, in linea con i livelli pre-pandemici. Il rapporto rivela anche che la forte ripresa dell’attività economica registrata dall’inizio di quest’anno sta perdendo slancio nell’Eurozona. L’impennata lato domanda dopo la rimozione dei lockdown e l’incapacità dell’offerta di tenere il passo hanno generato colli di bottiglia nelle catene di produzione, che hanno provocato carenze di manodopera e aumento dei prezzi delle materie prime. Ciò si trasmette nell’inflazione: il Centre for Economics and Business Research ha stimato un livello di inflazione del 4,6% entro Natale, abbastanza per dover mettere Christine Lagarde in allarme. Ma dall’Eurotower continuano a dichiarare l’inflazione transitoria, mentre dagli Usa anche Jerome Powell ha cambiato registro: “la vita è transitoria”, ha detto il governatore della Fed alla Commissione finanze del Senato, dando luce verde all’inflation trade. Ora saranno i mercati ad imporre la disciplina ai governi.