Una Repubblica nel corso della sua storia subisce inevitabilmente delle vittime innocenti, essa ha nemici all’interno e all’esterno che non le fanno sconti. Quello che non può subire sono le sentenze che neghino quelle vittime. A Piazza Fontana esplose una caldaia, perché dopo trent’anni di processi non ci sono colpevoli, tutti assolti. Persino gli sventati caldaisti sono irresponsabili, perché abbiamo anche una sentenza ludibrio come quella per cui si afferma che i fascisti Freda e Ventura sarebbero colpevoli, ma non sono giudicabili. Inutile dire del dileggio di quei personaggi nei confronti di una giustizia democratica che ha chiamato i parenti delle vittime al risarcimento delle spese giudiziarie. La bomba, o le bombe sono ancora poco a confronto.

Senza un quadro giudiziario esauriente, invitabile prendesse piede la tesi della “strage di Stato”, contro cui si è schiacciata la Repubblica per un decennio. La situazione internazionale dell’Italia era pessima. La Grecia aveva subito un colpo di Stato militare ed esercitava una influenza su tutta la destra europea, la Spagna era ancora franchista e la Jugoslavia titina. In pratica l’Italia era l’unica democrazia mediterranea considerando che la Francia aveva comunque dovuto resistere alla crisi della quarta Repubblica. E’ plausibile che ambienti del governo, o più presumibilmente della presidenza della Repubblica, volessero una svolta autoritaria? Resta il fatto che il governo Rumor non impose lo Stato di emergenza, i partiti che lo sostennero, Dc, Pri, Psu, salvaguardarono le prerogative costituzionali. Il lato positivo di questa tragedia è che la repubblica democratica sconfisse le bombe, non se ne fece intimidire. Le istituzioni democratiche subirono invece un colpo durissimo a cominciare dalla polizia di Stato, con questa fissa che aveva per gli anarchici. Siamo il paese che si lamenta con l’Egitto per la verità su Regeni, quando non è stato capace di fare verità su Pinelli. Anche Pinelli risulta suicida, come sentenziò il giudice D’Ambrosio, così come la questura milanese è estranea di ogni colpa, e anche questo fu un modo che non salvò la polizia e perse il povero Calabresi.

Tutti tramavano. Tramava Feltrinelli, il principe Borghese, i servizi. Qualcuno deve aver pur agito, sicuramente il gruppo armato di Lotta Continua, ed uno dei pochi che ha pagato, Adriano Sofri, è diventato quasi un eroe per questo. E’ l’aspetto più tetro della storia repubblicana, quando lo Stato non sa indicare un colpevole e punirlo come tale, mostrandosi impotente. Non è stato il Terrore la pagina più nera della storia repubblicana. Il Terrore allude pur sempre ad un’istanza di giustizia. E’ l’assoluzione di Piazza Fontana la pagina più nera di questa storia.