Se chiedi a un russo quale sia la festa più importante del loro calendario ti risponderà probabilmente Novi God. È un po’ il nostro Natale, presente l’atmosfera? Le luci, la magia, i regali, i mercatini. Solo che loro lo fanno nel nostro San Silvestro. Insomma, Babbo Natale in Russia arriva, ma un po’ in ritardo, lo stesso che conosciamo noi, vestito di rosso (ma qualche volta in bianco o in blu), con la barba bianca, a volte chiamato Nonno Gelo e in compagnia spesso di una nipote, la Fanciulla di Neve, che lo aiuta nella distribuzione dei doni. È in ritardo pure la nascita di Gesù perché in Russia la si celebra il 7 gennaio per via del calendario ortodosso.

La festa di Novi God, importata in Israele dalla numerosa comunità russa, ha salvato gli ebrei ortodossi da un imbarazzo. Sì, perché il nostro San Silvestro, come personaggio, simpaticissimo non è: Silvestro I, 33° Vescovo di Roma e papa è celebre anche per l’appello che indirizzò a questi: «Ebrei, il tempo delle figure è passato ed è subentrato quello della realtà. Il Messia da voi atteso è venuto; il suo regno è stato costituito, si dilata, s’innalza e si sostiene. Negate ora se volete la luce del sole; ma certo non negherete la verità di questi fatti che splendono come il sole e che ogni giorno giganteggiano sempre più». Ti pare che ci si mette a festeggiarlo da santo?

Così attorno al Novi God si è stretta tutta la comunità laica, festosa, e attorno allo Yolka, cioè l’abete addobbato. E l’invito, da quest’anno, è rivolto a tutti. Un abbraccio senza distinzione di provenienza. Lo stesso presidente Isaac Herzog, con la moglie Michel, ha voluto ringraziare, in un video, la comunità di immigrati russi per il contributo dato alla cultura israeliana.