L’immunologa Antonella Viola, professoressa di Patologia generale all’Università di Padova che dirige l’Istituto di Ricerca Pediatrica “Città della Speranza”, nei giorni scorsi ha ricevuto una lettera di minacce contenente un proiettile e per questo è ora sotto scorta.

“I bambini non si toccano. Basti pensare agli effetti neurotossici e cardiotossici. Se non cambia le sue interviste dicendo che i bambini non vanno vaccinati saremo ben lieti di colpire lei e la sua famiglia. Tranquilla, non morirà nessuno ma due pallottole calibro 22 nella pancia e nelle ginocchia non uccidono, fanno solo un gran male. Non seguiranno altri comunicati”, questo il testo della missiva recapitata nel suo ufficio di Padova.

In un post sulla sua pagina Facebook, Viola ha così commentato: “Mi si ordina di dire che i bambini non devono essere vaccinati o spareranno a me o alla mia famiglia. Questi sono i No vax che sanno solo odiare, rifiutare logica e leggi, creare tensione e violenza. Sono ovviamente amareggiata perché ho speso gli ultimi due anni a servizio della collettività, senza risparmiarmi, sottraendo tempo alla mia famiglia e a me stessa. Sono arrabbiata con chi strizza l’occhio a certa gente, a chi mette in dubbio la nostra serietà e libertà da qualunque condizionamento, ma continuerò a fare del mio meglio per dare voce alla scienza e parlare a chi vuole ascoltare. Sempre guidata da etica, irresponsabilità e amore”.

Dallo scoppio della pandemia Covid – 19, la professoressa Viola si è distinta non solo per il suo contributo professionale per la comprensione del fenomeno sul piano clinico e l’individuazione di rimedi efficaci, ma anche, sul piano pubblico, per una autorevole ed apprezzata attività di comunicazione scientifica, che la porta ad essere spesso ospite di trasmissioni televisive.

È chiaro infatti che usciremo da questa pandemia solo grazie ai progressi della ricerca scientifica uniti ad una costante ed efficace attività di comunicazione verso i Cittadini, sia da parte degli scienziati sia di chi ha responsabilità in materia di salute pubblica, sulle misure di prevenzione e cura.

Le minacce che le sono state rivolte sono il segno del pericoloso imbarbarimento in cui è precipitata in Italia la discussione sulla campagna vaccinale anti – Covid 19, il cui successo – va sottolineato con forza sulla base di dati oggettivi (in particolare, l’andamento storico delle ospedalizzazioni e dei decessi) – è ciò che sta permettendo al nostro Paese di affrontare meglio di altri la quarta ondata pandemica.

Ovviamente ciascuno di noi ha il diritto di avere e sostenere la propria opinione riguardo la vaccinazione.

Però il confronto sulle decisioni prese dalle Autorità sanitarie per tutelare il diritto di ciascun Cittadino alla Salute (diritto, giova ricordarlo, costituzionalmente garantito) deve avvenire in un clima di rispetto civile, respingendo con fermezza ogni forma o tentativo di violenza, oltre che sulla base di dati oggettivi.

Per questo il P.R.I. esprime solidarietà alla professoressa Antonella Viola per le gravi minacce ricevute, e la ringrazia del prezioso contributo che sta prestando – insieme alla comunità scientifica, al personale medico ed infermieristico tutto – per sconfiggere questa pandemia e i suoi disastrosi effetti sulla società e l’economia.