Nella conferenza stampa di questo pomeriggio il presidente Draghi ha detto quello che da una personalità del suo livello ci aspettavamo di ascoltare. Innanzitutto che nessun governo occidentale degno di questo nome chiude la scuola indiscriminatamente e per troppo tempo. I pochi governi che lo hanno fatto, non hanno migliorato la situazione dei contagi ed hanno compromesso un anno di studio per i giovani. Se oggi i ragazzi pagano le conseguenze sotto il profilo culturale, domani potranno pagarle sotto il profilo professionale. L’obiettivo di un governo repubblicano rispettoso della costituzione è quello di garantire l’istruzione e di impedire possibili discriminazioni fra le fasce sociali e le regioni d’Italia. Il ricorso alla didattica a distanza potrà verificarsi solo in condizioni di particolare gravità. Che bisogna farla finita con allarmismi dissennati ed inutili. Le condizioni generali del sistema scolastico hanno dimostrato di sapere tenere e di offrire anche in mesi molto difficili la necessaria sicurezza. Il ministro Bianchi ha notato, tra l’altro, come i contagi siano aumentati con le scuole chiuse. Il merito dei risultati ottenuti nella scuola va dato al complesso del corpo docenti, vaccinato oltre il 90 per cento, e alla responsabilità dimostrata dalle famiglie degli studenti. La fascia di coloro che del resto sono assenti per covid non ha mai superato il 3 per cento del corpo scolastico.

Draghi ha dunque confermato la priorità del governo, ovvero quella fondamentale di tenere aperta la scuola per tenere aperta la società. Il principale modo per farlo è la vaccinazione. Rispetto all’anno scorso la campagna vaccinale ha avuto un effetto importante e positivo. Coloro che sono vaccinati con due dosi non patiscono il contagio in maniera preoccupante mentre coloro che sono già alla terza dose, possono considerare con sicurezza la loro salute. Le eccezioni minime, che pure inevitabilmente esistono, confermano questa regola. Oggi il peso che grava sul sistema ospedaliero e sulle terapie intensive riguarda principalmente il complesso dei non vaccinati che sono oramai poco più del dieci per cento della popolazione. Il governo punta con le nuove misure a ridurre ulteriormente questa fascia, anche nell’interesse di coloro che con patologie diverse e magari più gravi dei malati di covid, risentono di ulteriori difficoltà di trattamento.

Sotto il profilo politico il governo ha sempre cercato l’unanimità sulle misure prese perché disponendo di una larga maggioranza, ritiene che questa debba essere convinta di provvedimenti che investono la sfera morale, oltre che quella economica della nostra società. La sperimentazione ed i dati scientifici sono stati alla base delle scelte del governo. Il governo è dunque pienamente consapevole delle difficoltà che si trova di fronte ed è determinato a risolverle e riteniamo, anche, ragionevolmente convinto di potervi riuscire. Il presidente del Consiglio merita tutta la nostra fiducia.