«Azione e +Europa, concordando sull’obiettivo di dare vita a un’offerta politico-elettorale unitaria, si impegnano ad adoperarsi per rafforzare, nel rispetto delle rispettive caratteristiche identitarie e programmatiche, il coordinamento della propria attività politica, sia a livello parlamentare che nella società civile. A tale scopo Azione e +Europa, oltre a rendere più costanti i contatti tra gli organismi di vertice, daranno vita ad organismi collegiali che si confrontino periodicamente per definire una linea comune sui principali argomenti della politica nazionale ed europea, a partire dall’elezione del prossimo Presidente della Repubblica e delle prossime scadenze elettorali amministrative, organizzare occasioni comuni di mobilitazione politica su temi condivisi. +Europa e Azione si adopereranno per favorire analoghe forme di coordinamento a livello locale, anche mediante la promozione di gruppi consiliari unici». Questo il testo che annuncia la federazione tra il movimento di Carlo Calenda e quello di Emma Bonino.

«Azione e +Europa coordineranno le proprie iniziative di comunicazione, assicurando un costante confronto tra i responsabili della comunicazione, concordando uscite comuni sui temi di principale rilevanza, rilanciando le rispettive iniziative e adoperandosi per rafforzare verso l’esterno il messaggio relativo alla costituzione di un’iniziativa unitaria in vista delle prossime elezioni politiche. In particolare, entrambi i partiti si attiveranno per fare in modo che le società di rilevazione rappresentino sempre unitariamente Azione e +Europa come raggruppamento unico e distinto dalle attuali coalizioni di centrodestra
e di centrosinistra».

Si tratta ora, e si sta lavorando per questo, di predisporre un programma comune e di un manifesto di valori condivisi. «Il nostro mandato sarà quello di dire no ai populisti e ai sovranisti», dice intanto Calenda. «Da queste scelte dipende il futuro dell’Italia”». Matteo Richetti: «Azione-Più Europa dall’inizio della legislatura condividono la stessa posizione sui governi che si sono susseguiti. Ora questo lavoro va portato su tutto il territorio italiano».