sabato, Gennaio 16, 2021

Il PRI informa – La voce dei territori

Quale futuro per l’Italia
DICHIARAZIONE DI ANDREA COLLESAN
(FRIULI VENEZIA-GIULIA)

Come annotava Guicciardini, le organizzazioni statuarie sono frutto dell’impegno degli uomini e come tali sono modificabili nel tempo e non eterne. Tutte le recenti vicissitudini cui è stato sottoposto il paese sono lì ad indicare come di fronte ad eventi inaspettati si innesti una dinamica accelerata di modifiche politiche e economiche e sociali, nel contesto attuale si è creata una connessione più forte e stringente tra l’Italia e l’Europa. Si è innestato il processo in corso e vanno valutati in questa frangente diversi politici dei vari partiti presenti in parlamento. Se da una parte è bene sottolineare l’esigenza di un riferimento europeo per una classe politica nazionale, dall’altra non può sfuggire l’esigenza di una autonomia del contesto italiano, in una parola riferimenti e vincoli europei contemperati con una politica nazionale. Essi esigono tutt’altro che sommare spinte localistiche o di regismi da vertice, anche se va sottolineato come gli esponenti politici di varia provenienza dimentichino completamente la dialettica che sovraintende la costituzione europea, in favore di un minimalismo politico di carattere demagogico. Questa presa di posizione indeboliscono il ruolo dell’Italia nel contesto europeo. Una politica europea non può essere il frutto di esigenze momentanee, ma bensì frutto di uno sforzo politico istituzionale di lungo respiro capace di calarsi nelle esigenze contingenti per risaldare la costituzione europea. Qui non si tratta di porsi o a sinistra o a destra dello schieramento politico, ma costruire con il contributo importante e continuo dell’Italia nel contesto europeo, non facendosi scoraggiare la difficoltà contingenti, ma riallacciandosi alla politica di Cavour di tessitura dei vari contesti locali che hanno contrassegnato a suo tempo la costruzione dell’Italia. Qui si sottolinea solo l’aspetto economico che la classe politica nazionale dell’epoca costruì, pur con tante difficoltà ed errori per indirizzare il paese verso un suo futuro.

L’UNIONE ROMANA DEL P.R.I.
PER LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Oggi si celebra la giornata contro la violenza sulle donne.
In un momento come quello attuale, dove la solitudine e la poca socialità pubblica, unita alla “convivenza forzata”, hanno aumentato le situazioni di violenza sulle donne in special modo dentro le mura domestiche, occorre avere la massima attenzione quotidiana contro ogni violenza sulle donne.
Ognuno di noi deve essere parte attiva nel saper ascoltare, cogliere i segnali di attenzione e di richiesta aiuto di chi manifesta il suo disagio per le violenze quotidiane che vive, nella solitudine della sua sofferenza e accompagnate da un senso di abbandono ed incomprensione.
Essere pronti ad ascoltare per prevenire, assistere ed aiutare le donne che soffrono le violenze di ogni genere deve permeare il nostro modo di agire e la nostra vita.
Occorre creare dialogo, ascolto e cultura affinché le violenze sulle donne non avvengano mai più!
L’unione Romana del Partito Repubblicano Italiano è vicina a tutte le donne che subiscono violenze e combattono per i loro diritti, saremo sempre al Vostro fianco per combattere contro chiunque perpetri ingiustizie e violenze!
Roma, 25 novembre 2020

PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
DOTT. MICHELE POLINI
Segretario Unione Romana

Riformare la politica fiscale
DICHIARAZIONE DI ANDREA COLLESAN
(FRIULI VENEZIA-GIULIA)

Il PRI ha sempre osservato una politica fiscale che risponde ai requisiti di chiarezza semplicità e alle esigenze redistributive del gettito tributario. Si può affermare che Visentini sia stato un artefice di una politica fiscale che sorreggesse l’azione dello Stato. Vi è da osservare come una politica di programmazione, si impegnava una dimensione pluriennale delle politiche di bilancio impegnando a livello organizzativo obiettivi fiscali (amministrativi, legislativi e quant’altro non contingente) rispondesse ad una visione alta della statualità, al contrario a quanto si vede in questi giorni e mesi di continui rattoppi di vestiti adattati alla bisogna. In questo contesto la centralità del PRI era da architrave della struttura Statale, e la posizione di centro sinistra andava vista come centro che non di sinistra. La cosidetta politica dei contenuti di giorno dopo giorno continuamente modificabile scardina lo Stato, come pure il rincorrere a un facile consenso elettorale, di cui è stata protagonista la Lega Nord. E’ la stessa presa di posizione di cui è stato protagonista il presidente della Confindustria un scardinamento dell’Irap che ricorda la parabola dell’Ilor. In queste contingenze difficili è di tutta evidenza, come la dimensione europea sia essenziale per una uscita dalla crisi, con un riferimento sovranazionale che si interconnetta con la dimensione statuale, richiedendo altresì un ruolo da protagonista della classe politica del paese a livello comunitario.